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VAL MARTELLO

Sinfonie di perfezione.

Come le note musicali, anche gli elementi che caratterizzano un paesaggio montano sono ben determinati: verdi boschi, placidi ruscelli, impetuose cascate, variopinte fioriture e cime innevate. E proprio come un musicista, alla natura bastano questi pochi elementi per creare infinite melodie.

Così, nella Val Martello, la natura torna a stupire con la propria abilità nel combinare ed armonizzare semplici note fino ad ottenere un paesaggio inedito: perfetto come sempre, magico come pochi altri.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Alto Adige – Stelvio

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA: Andata ; Ritorno primo tratto ; Ritorno secondo tratto

ARRIVO: Rifugio Martello – Marteller Hütte

ALTITUDINE PARTENZA: 2050m

ALTITUDINE ARRIVO: 2610m

ALTITUDINE MASSIMA: 2620m

DISLIVELLO IN SALITA: 600m

LUNGHEZZA PERCORSO: 15,5 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 5 circa

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
Tabacco 045 Laces – Val Martello – Silandro
Kompass 72 Ortler/Ortles Cevedale

CIME PRINCIPALI:
Monte Cevedale, 3769m
Gran Zebrù – Königsspitze, 3851m
Cima di Solda – Suldenspitze, 3376m
Corno di Solda – Schrotterhorn, 3386m
Cima Madriccio – Madritschspitze, 3265m
Cima Pozzo – Butzenspitze, 3300m
Cima Marmotta – Köllkuppe, 3330m
Cima Venezia – Veneziaspitze, 3386m
Punta Martello – Hintere Schranspitze, 3357m

PUNTI DI RISTORO:
Albergo Genziana – Enzianhütte, 2050m
Rifugio Nino Corsi – Zufallhütte, 2265m
Rifugio Martello – Marteller Hütte, 2610m

LINK RIFUGIO:
Rifugio Nino Corsi – Zufallhütte
Rifugio Martello – Marteller Hütte

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO:
Rifugio Nino Corsi: +39 0473 744 785 / +39 335 630 660 3
Rifugio Martello: +39 335 5687235

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Scarponi o scarpe da trekking. Necessario portare con sé capi caldi ed impermeabile. Consigliati i bastoncini da trekking, soprattutto ad inizio stagione quando possono ancora essere presenti dei nevai.

PERIODO RACCOMANDATO: Inizio luglio – fine settembre
 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

28 luglio

La testata della val Martello presenta degli scenari d’alta montagna affascinanti, con un paesaggio da cartolina a cui veramente sembra non manchi nulla. Le alte cime che culminano nella vetta del Cevedale (3769 m) racchiudono uno spettacolare ambiente composto da torrenti, cascate e una coloratissima flora montana. Gli ancora consistenti ghiacciai del Cevedale che scendono alla fine della vallata arricchiscono invece il paesaggio di una certa austerità.

Per questa camminata partiamo dalla fine della val Martello e più precisamente dall’albergo Genziana – Enzianhütte, lasciando alle nostre spalle il lago di Gioveretto.

Il parcheggio è fortunatamente ampio vista la sempre maggior presenza di turisti che frequentano la valle, attratti dalla sua selvaggia bellezza. Purtroppo però l’area di sosta è a pagamento e ci vediamo costretti a versare qualche moneta per il posteggio dell’auto.

Comunque, zaino in spalla: si parte!

Lasciamo quasi subito l’iniziale stradina per deviare a destra sul sentiero n.151, procediamo quindi in modesta salita tra radi larici che ci lasciano intravvedere la nostra prima meta: il rifugio Nino Corsi. Dietro al rifugio fanno da splendido anfiteatro un’esuberante cascata e le cime ghiacciate del gruppo Venezia.

Più avanti ci ricongiungiamo con il sentiero n. 103 che, in breve, ci porta al rifugio situato a 2265m di quota. Qui anche una graziosa chiesetta si affaccia sulla vallata sottostante.


 

Dopo una breve sosta, riprendiamo il sentiero e superiamo il basso gradino roccioso che nascondeva la visuale dietro il rifugio. La nostra prossima meta è il rifugio Martello, posto in testa alla vallata.

Ed ecco che compare davanti a noi l’imponente figura del Cevedale con i suoi ghiacci! Proseguiamo addentrandoci nella val Martello dove ogni particolare sembra perfetto: le montagne di sfondo, gli esuberanti torrenti, la forza della cascata e l’incredibile ricchezza di fioriture alpine disegnano uno tra i più bei panorami mai visti.


 

Camminiamo ora su un tratto quasi pianeggiante che ci avvicina alla cascata, quindi attraversiamo una barricata di pietre, vecchia protezione contro le numerose inondazioni del passato.


 

Se fin qui la salita è stata moderata, il tratto finale ci presenta il conto con gli ultimi 300m di dislivello da superare tutti “d’un fiato”.


 

Diamo l’assalto alla pendenza con passi lenti e costanti, arrivando in un “batter d’occhio” in vista del rifugio Martello. I 2610 m di quota offrono uno spettacolare panorama sul Cevedale e i suoi ghiacciai: colori e contrasti sono vividissimi e resteranno indelebilmente impressi nel nostro cuore.


 

Se volgiamo lo sguardo da dove siamo venuti, si intravvedono le cime di confine della val Senales e del Similaun, mentre la val Martello si estende sotto di noi.

Ammaliati dallo spettacolo, decidiamo di proseguire per qualche tratto nel sentiero n. 27 che, alzandosi ancora di quota, permette una migliore visuale. Nello specchio d’acqua sotto il rifugio si riflette anche la ripida piramide del Gran Zebrù (3851m) che si innalza al di là del crinale.


 

 

 

Alle pendici di queste magnifiche montagne, ci concediamo una lunga pausa per poi riavvolgere i nostri passi fino al rifugio Martello.


 

 

Da qui, anziché prendere il percorso dell’andata, imbocchiamo il più panoramico sentiero n. 37 che, con qualche sali e scendi, ci porta su un pianoro roccioso lambito dalle lingue glaciali delle cime Venezia, oramai sempre più ridotte. Impressionante l’impeto del torrente color caffè latte, ingrossato dallo scioglimento del ghiaccio in questo caldo pomeriggio.


 

 

Il sentiero rimane in quota fino all’ultimo consentendoci di continuare ad ammirare le cime e l’intera val Martello, per poi tuffarsi in ripida discesa verso il rifugio Nino Corsi.

La discesa ci porta affianco alla cascata e quindi ai suoi piedi: rispetto a stamattina molta più acqua proveniente dai sovrastanti ghiacciai si lancia nel vuoto.


 

 

Nei pressi della cascata imbocchiamo sulla destra il sentiero 37 mentre poco più avanti, tenendo la sinistra, scendiamo verso il rifugio Nino Corsi. Da adesso si intrecciano numerosi sentieri, tuttavia noi proseguiamo sulla traccia numerata 37, scegliendo prima la deviazione a destra poi, per due volte ravvicinate, quella a sinistra. Arriviamo quindi a congiungerci con il nuovo percorso turistico della gola del torrente Plima che permette suggestivi scorci sulla forra, scavata dalla forza erosiva dell’acqua.


 

 

Una volta collegati con il percorso del torrente Plima, invece di scendere subito a destra, deviamo per qualche centinaia di metri sulla sinistra (verso il rifugio Corsi che però eviteremo). Così facendo potremmo godere della vista del torrente che in questo punto si scava un passaggio sotto le rocce e fuoriesce nuovamente con due sifoni d’acqua dalla potenza impressionante.

Dopo questo spettacolo, torniamo sui nostri passi per proseguire in discesa fino all’hotel Genziana e quindi al parcheggio, felici per questa giornata “ricca” e ben vissuta.

Consigliamo di seguire questo percorso ad anello nella val Martello nel senso di marcia qui descritto, in quanto la gola del torrente Plima è più affascinante al pomeriggio, quando il torrente è alla sua massima portata.

VAL MARTELLO ultima modifica: 2017-09-29T19:26:37+00:00 da Amos e Elison

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