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VAL D’ ANNIVIERS

Oltre il velo dell’inverno: le meraviglie nascoste delle Alpi Svizzere.

Quando si parla di una vacanza in Svizzera, subito si intende la classica settimana bianca: piste innevate e candide cime in uno scenario da cartolina. Ma pensare a questo Paese solo come ad una meta tipicamente invernale, sarebbe quantomeno riduttivo, specie se ci si riferisce alla Val d’ Anniviers.

Nota per il suo numero sorprendentemente alto di giornate di sole all’anno, questa valle saprà accogliervi con l’entusiasmo delle sue mille avventure e la tranquillità dei suoi luoghi.

Dagli albicocchi della calda valle, fino ai seracchi dei numerosi ghiacciai, la Val d’ Anniviers riserva emozioni sempre nuove tanto che risulta impossibile non lasciarvi il cuore!

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Svizzera – Vallese

LINK MAPPA: OpenStreetMap

CITTÀ PRINCIPALI: Sierre all’imboccatura della valle; Vissoie nella valle

ALTRI CENTRI ABITATI: Ayer, Chandolin, Grimentz, Saint-Luc, Vissoie, Mayoux, Mission, Zinal, Vercorin

ALTITUDINE MINIMA: 533m

ALTITUDINEMASSIMA: 4505m

SUPERFICIE: 243,1 km²

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Kompass 115 Val d’ Anniviers Val d’Hérens

CIME PRINCIPALI:
Weisshorn, 4505m
Dent Blanche, 4358m
Zinalrothorn, 4221m
Obergabelhorn , 4063m
Obergabelhorn, 4063m
Schalihorn, 3974m
Grand Cornier, 3962m

FIUME PRINCIPALE: La Navisence

FAUNA: Stambecchi, caprioli, daini, cervi, marmotte

 

Link galleria immagini

I nostri itinerari

Passeggiate: Lac de Moiry

Camminate: Da Tignouse a ZinalCabane de Moiry

Escursioni: Cabane du Grand Mountet

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Nei dintorni

Passeggiate: Ghiacciaio del Rodano

Escursioni: Schönbielhütte

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La valle

La Val d’ Anniviers raccoglie tutte le qualità peculiari del Vallese senza essere soggetta ad un eccessivo sfruttamento turistico.

Essa racchiude diverse zone climatiche che spaziano dagli albicocchi coltivati nella sua imboccatura fino agli imponenti ghiacciai che scendono dalle erte vette ghiacciate.

Un’incredibile varietà di panorami che sicuramente non lascerà deluso nessuno.

Gli escursionisti che amano la montagna più “pura” troveranno nelle alte cime della valle (ben cinque che superano i 4000m) una fitta rete di sentieri in alta quota, nonché numerose scalate che consentiranno agli alpinisti più estremi di raggiungere luoghi incantevoli. Ma questa valle è altresì ricca di percorsi più semplici e meno faticosi così che anche i meno allenati possano godere dei suoi magnifici scenari.

Inoltre, i castelli della vicina Sion, il centro medioevale di Vissoie e i vecchi mulini di Saint Luc incontreranno l’approvazione degli appassionati di storia che qui avranno l’opportunità di approfondire le tradizioni del Vallese. E poi ancora, l’osservatorio astronomico di Saint Luc, le cantine di Grimentz dove viene prodotto il vino dei ghiacciai e il parco divertimenti di Vercorin…

Insomma, nella Val d’ Anniviers è davvero impossibile annoiarsi: l’entusiasmo diventerà l’unica nota monotona della vostra visita!

Collocazione geografica

Situata nel Vallese svizzero, la Val d’ Anniviers si dirama dalla valle del Rodano nei pressi di Sierre, addentrandosi nelle montagne verso sud. La vallata si divide poi in due: la principale si allunga verso Zinal e le montagne della Corona Imperiale, l’altra parte verte ad ovest per il lac de Moiry. La vallata è a soli 30 km da Sion, città capitale e fulcro del Vallese, mentre, a poco meno di 100 km, scendendo la valle e seguendo il Rodano, si può arrivare a Montraux sul lago di Ginevra.


 

Montagne

Le vette della Val d’ Anniviers sono forse tra le più belle che abbiamo visto: con le loro sciarpe fatte di neve e di ghiaccio accecano lo sguardo di chi scruta le loro forme decise e aguzze.

Non a caso la particolare conformazione e l’intrinseca bellezza delle più alte cime della val d’ Anniviers hanno dato loro il nome di “Corona Imperiale”. Si tratta di colossi delle Alpi Occidentali che con la loro tipica diposizione a ferro di cavallo creano un anfiteatro davvero emozionante.

Fanno parte della Corona Imperiale le cime di: Les Diablons (3.609 m), il Bishorn (4.153 m), il Weisshorn (4.505 m), lo Schalihorn (3.974 m), lo Zinalrothorn (4.221 m), il Trifthorn (3.728 m), l’Obergabelhorn (4.062 m), il Mont Durand (3.712 m), la Pointe de Zinal (3.790 m), la Dent Blanche (4.356 m), il Grand Cornier (3.961 m), il Pigne de la Lé (3.396 m), la Garde de Bordon (3.310 m), ed al centro di questa gigantesca parabola il Monte Besso (3.667 m). Da ricordare che il Weisshorn è la quarta vetta più alta delle Alpi. Tutte cime che si possono ammirare dalla fine della Val d’ Annivers ed in particolar modo dal rifugio cabane du Grand Mountet, situato strategicamente davanti alla Corona. Tra l’altro dietro il crinale nord della valle spunta la piramide del celebre Cervino o Matterhorn (4478m).


 

Fauna

La Val d’ Anniviers è ricca della classica fauna alpina.

Parliamo innanzitutto del cervo: qui nella valle se ne contano almeno 400, più 200 nel vicino e protetto vallon de Reichy. Agli esemplari più vecchi e maestosi gli abitanti della valle hanno addirittura attribuito un nome e nessuno ha mai osato sparare a questi magnifici animali.

La valle ospita inoltre circa 350 caprioli, 1200 camosci, 130 stambecchi e diverse migliaia di marmotte. Ma non solo, sono presenti in un numero imprecisato anche volpi, tassi, martore e lepri. In primavera riecheggia nelle radure il canto del gallo forcello. Da ricordare che nel Vallese sono di recente ritornati la lince ed il lupo nonché qualche breve comparsa dell’orso.

In val d’ Anniviers i cacciatori hanno realizzato quattro punti di osservazione della fauna, dotati di cannocchiali fissi. Da questi osservatori dislocati a Zinal, Saint Luc, Grimentz e Chandolin e utilizzabili da chiunque, è possibile, con un po’ di fortuna, avere l’occasione di ammirare qualche esemplare della fauna della valle.

Flora

Queste montagne raccolgono tutti le principali fioriture tipiche delle Alpi Occidentali. Tra le fioriture di genziane, epilobi, campanule ed arniche (solo per citarne alcuni) i pascoli della valle si colorano di ogni sfumatura così da attrarre gli occhi degli attenti osservatori.

Vita, storia e tradizioni

I tempi moderni ed il turismo, come in tutto il mondo, hanno modificato radicalmente la vita degli abitanti del Vallese e quindi della val d’ Annviers.

In un tempo non troppo remoto, fino a 150 anni fa, la vita dei valligiani era influenzata da un nomadismo che potremmo definire “verticale”. D’estate la gente si spostava nei pascoli d’alta quota, richiamata dalle necessità del bestiame (soprattutto bovini). Durante l’inverno, invece, erano i paesini delle valli a diventare affollati. Gli abitanti si spostavano di pochi chilometri scendendo o salendo per più di mille metri di quota, piccoli spostamenti in sé ma con significative differenze d’altitudine. Nella mezze stagioni ci si spostava nei vigneti della valle del Rodano per potare le viti o richiamati dalla vendemmia imminente. Durante l’inverno invece gli spostamenti erano totali, assoluti, e nessuno restava sui monti, parroci compresi. La natura, il freddo e la neve rimanevano in questi periodi gli unici padroni delle montagne più alte. Allora, a differenza di oggi, i cambiamenti stagionali ritmavano la vita dei lavoratori in ogni aspetto.

Al centro dell’attività dei contadini si poneva l’allevamento dei bovini di razza Hérens .

La razza, originaria dalla vicina Val d’Hérens da cui appunto prende il nome, costituisce un vero e proprio simbolo del Vallese, nonostante rappresenti solo l’1,2% della popolazione bovina svizzera. I suoi caratteri tipici sono la robustezza e rusticità che la rendono perfettamente adatta alle condizioni climatiche della zona. Di taglia medio piccola, presenta una muscolatura ben sviluppata ed un mantello scuro per meglio assorbire i raggi solari, qualità che la rendono perfetta per il pascolo in ambienti di alta quota.

Questa razza ha una duplice attitudine: sia da carne ma prevalentemente da latte, anche se questo animale veniva utilizzato come mezzo di trasporto sui sentieri di montagna (a differenza di molti altri territori dove veniva usato il mulo).

La mucca Hérens è poi rinomata per il suo comportamento vivace e bellicoso. Nel particolare le Hérens diventano combattive per decidere quale animale debba guidare la mandria. Sfruttando questa inclinazione competitiva ogni anno nelle valli vengono organizzati dei veri e propri tornei dove le mucche duellano a colpi di corna finché una delle due avversarie non abbandona la partita. Questo evento attira molti appassionati ma fortunatamente è molto raro che le mucche si feriscano nei combattimenti.

L’inizio dell’allevamento di questa razza ha origini incerte, con sicurezza dal 1859 come scritto in un antico testo, ma molto probabilmente da prima, secondo alcuni addirittura dal 3000 a.C. Comunque queste mucche erano già presenti quando il Vallese era terra celtica e quindi anche successivamente allorquando arrivarono sul territorio le legioni romane.

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I ricordi di questa epoca storica si possono vedere nella vicina cittadina romana di Martigny con i suoi castelli. Sembra che il primo a tentare l’invasione nel 57 a.C. sia stato un certo Servio Galba, ufficiale di Giulio Cesare. I romani si stabilirono quindi a Octodurus nell’attuale Martigny. In seguito risalirono il corso del fiume Rodano fino alla zona dell’odierna Sierre, all’imbocco della val d’ Anniviers; ma probabilmente non si spinsero oltre. In seguito la storia di questa terra ha visto passare l’avvento dei vescovi-conti che, presa Sion come capitale, dirigevano tutto il Vallese. Successivamente l’arrivo di Napoleone diede maggiore stimolo alla già presente viticoltura del Vallese portando l’esemplare razionalità agronomica e l’estremo ordine che contraddistinguono gli attuali vigneti.

In genere comunque la storia della valle segue di pari passo quella del cantone Vallese.

La regione rappresenta la principale produttrice di vino della Svizzera; tra i principali vitigni a bacca nera coltivati troviamo: il pinot nero ed il gamay, mentre tra quelli a bacca bianca abbiamo il fendant, il sylvaner e la petit arvine. Da menzionare assolutamente il vino del ghiacciaio: trattasi di una produzione unica e fuori commercio di un vino bianco che viene invecchiato presso le cantine di Grimentz (probabilmente le più alte d’Europa, a 1500m di quota). Esso viene ricavato dalle uve del vitigno rèze che si distingue per il gusto alquanto acido. Solo dopo un sufficiente invecchiamento in botte di larice di parecchi anni l’aroma acidulo viene perso e risulta quindi pronto per essere consumato. Per la produzione di questo incredibile vino, a Grimentz, viene conservata l’antica botte che fu riempita di vin de glaciers nel lontano 1865 e che non viene mai svuotata ma solo rabboccata con il vino nuovo. In questo modo il vino più antico si mescola al nuovo per formare quello che è il vin de glaciers. Si calcola che dei 900 litri di capienza della botte 32 facciano ancora parte della prima partita di vino di fine ‘800, il cui primo assaggio avvenne solo a ventun anni dalla prima vendemmia, tempo necessario perché il prodotto si affinasse.

Parlando di tempi recenti l’arrivo del turismo di massa nella valle d’ Anniviers è stato ritardato rispetto ad altre località montane. Probabilmente questo ha permesso uno sviluppo turistico più maturo e ragionato, che invece che deturpare il territorio, è rivolto a mantenere i tratti tipici dei paesi e preservare il grande patrimonio naturale. I centri abitati della valle sono infatti delle vere e proprie perle, fatte di baite in legno, antichi casolari ristrutturati ed i raccards, ovvero i tradizionali casolari in legno solitamente adibiti a granai o fienili. Queste costruzioni uniche venivano fabbricate in legno di larice e poi sopraelevate tramite delle “colonne” di sassi impilati, questo per isolare la parte in legno dal suolo e proteggersi dai roditori.

 

Da vedere

SAINT LUC – 1655m

Situato sul costone ovest della valle gode, grazie alla sua privilegiata e dominante posizione, di un ottimo panorama verso le cime e di parecchie ore di luce al giorno.

  • Mulini: i mulini di Saint Luc risalgono al XVIII secolo e sono stati restaurati nel 1986. È possibile visitare i mulini liberamente dall’esterno o seguire le visite guidate effettuate negli orari previsti. Sono presenti il mulino per il granoturco, una follatrice, gli antichi mulini per la segale ed il frumento , una pressa per noci, una macina per l’orzo e l’abitazione del mugnaio. Altri vecchi mulini sono localizzati a Chandolin, a Fang, Saint Jean e Grimentz. Da sempre nella valle la forza dell’acqua viene sfruttata per la produzione di farine e lavori altrimenti troppo faticosi. Nel forno del paese è ancora possibile cuocere il proprio pane.

  • Osservatorio astronomico François-Xavier Bagnoud: raggiungibile con la funicolare che da Saint Luc sale a Tignouse, si tratta di un moderno osservatorio dotato di un telescopio da 60 cm. Offre l’incredibile possibilità di avvicinare chiunque al mondo delle stelle; nei periodi di alta stagione, è raccomandato prenotare la visita per tempo presso gli uffici turistici della valle, in quanto l’osservatorio è molto frequentato. È possibile fare osservazioni diurne sul sole o notturne su stelle e galassie. Le osservazione sono facilitate dalla quota, dalla limpidezza dell’aria e dalle numerose giornate di sole che questa valle concede.
  • Sentiero dei pianeti: nei pressi dell’osservatorio parte il sentiero dei pianeti, percorso didattico per comprendere il nostro sistema solare e le sue dimensioni. Il tragitto infatti presenta in scala le esatte distanze fra i pianeti, figurati con delle sculture. Il tutto circondati dallo splendido anfiteatro delle montagne delle Vallese.

 

CHANDOLIN – 1934m

Caratteristico villaggio al di fuori del tempo e dello spazio, è uno dei centri alpini più alti abitati tutto l’anno.

  • Museo sulla fauna dedicato all’aquila reale
  • Museo dedicato alla viaggiatrice Ella Maillart
  • Mulino
  • Percorso botanico: si tratta di diverse stazioni didattiche comprese tra i 2000 ed 2700 metri di altezza che tramite pannelli informativi illustrano le diverse fasce botaniche della valle, approfondendo le specie presenti, le loro caratteristiche e gli eventuali usi culinari o medicinali.
  • Alpeggio di Ponchet: presso questo pascolo recuperato vengono tenuti corsi di informazioni su diversi temi.
  • Larice secolare di ben 860 anni d’età, uno dei più antichi in Europa.

 

GRIMENTZ – 1572m

È uno dei paesi svizzeri più tipici con i classici caratteri dei centri di montagna: terrazzi fioriti e strette viuzze tra chalet in legno.

  • Vino del ghiacciaio
  • Mulino

 

VERCORIN – 1334m

  • Val de reichy: al riparo da qualsiasi forma di antropizzazione, questo valle protetta offre riparo ad una moltitudine di animali. Ideale per chi vuole osservare la fauna locale e passeggiare lontano da ogni disturbo.
  • Forest Adventure: parco avventura con simpatici percorsi sospesi tra gi alberi. L’ingresso comprende anche la visita al parco delle marmotte, dove è possibile osservare da vicino questi splendidi animali.

 

VISSOIE – 1572m

  • Centro storico medioevale

 

ZINAL – 1670m

Ultimo paesino della valle, situato ai piedi della magnifiche montagne che compongono la Corona Imperiale.

  • Miniera di rame: visitabili nel periodo estivo, si tratta di 500 metri di gallerie scavate per seguire la vena di rame scoperta nella valle nel 1832. Dopo breve la miniera venne abbandonata per la troppo scarsa presenza del minerale.
  • Antica dimora contadina: tipica abitazione risalente al 1768 trasformata in piccolo museo, comprende anche mobili e gli strumenti usati all’epoca.

 

Da vedere nei dintorni

Le Gole di Durnand a Martigny

A pochi passi dal borgo di Le Borgeaud una stradina si addentra nella stretta gola seguendo il fiume Dranse. Tra tunnel, ponti sospesi e gallerie potrete ammirare i numerosi salti dell’acqua lungo un tratto del suo percorso verso la valle della Dranse.

 

Il lago sotterraneo di St Leonard

A pochi chilometri dalla Val d’ Anniviers, è presente il lago sotterraneo più grande d’Europa, che vanta ben 260 metri di lunghezza e 13 metri di profondità. Esplorato dagli speleologi solo nel 1943, esso viene aperto al pubblico nel 1949 e da allora è diventato un’importante attrazione turistica. Una guida vi condurrà con una barca all’esplorazione di questo bacino nascosto. La fioca luce e lo sciabordio dell’acqua vi farà assaporare quel senso di mistero protagonista di ogni romanzo di avventura.

La leggenda racconta che le coppie di fidanzati venivano qui per specchiarsi nelle sue acque alla mezzanotte del 24 dicembre. Se non riuscivano a vedere la propria immagina riflessa sarebbe stato meglio per loro non sposarsi perché sicuramente il matrimonio sarebbe fallito.

 

Sion

Gli inconfondibili due colli dominati dalle rispettive fortezze sono l’emblema di questa città, capitale del Vallese. Si tratta del castello di Tourbillon e della fortezza di Valère che, posti uno di fronte all’altro, regalano un pittoresco scorcio ai visitatori.

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Il primo, costruito per volere del vescovo Bonifacio de Challant tra il XIII ed il XIV secolo, fu distrutto da un incendio nel 1788.

Il castello di Valère, invece, fu costruito in più fasi tra il XII e il XII secolo dal vescovo Hugo. La basilica contiene il più antico organo ancora funzionante del mondo.

Sion, inoltre, vanta un bellissimo centro storico… Lasciatevi condurre per le sue ordinate vie ed i suoi eleganti locali, fermatevi ad assaggiare i numerosi piatti tipici proposti e il vino della sua rinomata produzione.

Ma non scordatevi di visitare la cattedrale consacrata a Notre Dame du Glarier (XV secolo) e la torre delle streghe!

 

Piramidi di terra nella Val d’Hérens

Le piramidi di terra sono formazioni caratteristiche dell’arco alpino la cui origine è da riscontrarsi nelle morene di detriti compattati lasciati dai ghiacciai in ritiro. Nel corso di migliaia d’anni le intemperie hanno eroso le morene senza però riuscire ad avere la meglio sui blocchi di pietra intrappolati al loro interno. Questi hanno potuto così proteggere dall’aggressione degli agenti atmosferici l’ammasso di pietrisco al di sotto di essi.

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Ghiacciaio dell’Aletsch

È il più grande ghiacciaio delle alpi, largo circa 1.5 km e lungo 23 km presenta un’imponente lingua glaciale. Seppur ritiratosi negli ultimi anni, presenta ancora uno spessore stimato di circa 900m, ed il ghiaccio si muove in discesa attratto dalla forza di gravità per 180m all’anno. Ha una superfice totale di ben 86 km2 fungendo da enorme riserva idrica: figuratevi che se questo gigante d’acqua si sciogliesse, ogni abitante della Terra avrebbe a sua disposizione un litro d’acqua al giorno per 4.5 anni.

 

Montreux sul lago di Ginevra

Da non perdere la possibilità di visitare il lago di Ginevra, distante nemmeno 100 km da Vissoie.

 

Dove alloggiare

Vi consigliamo l’Hotel Le Beausite a Saint Luc. La cordialità dei titolari, la cura per i dettagli e l’ottima cucina, unite alla tranquillità del luogo e alla spettacolare vista, hanno contribuito a rendere indimenticabile il nostro soggiorno in Svizzera!

Per ulteriori informazioni, consultate il sito: www.lebeausite.ch

 

VAL D’ ANNIVIERS ultima modifica: 2016-05-03T09:42:48+00:00 da Amos e Elison

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