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SENTIERO DELLE VEDETTE

I di-vini panorami delle colline del Prosecco.

Verdi colline coltivate a vigneto, lunghi ed ordinati filari che si incontrano con il selvaggio bosco delle sommità, diverse costruzioni storiche che dominano dall’alto i paesi sottostanti…

Ecco a voi i dolci colli del Prosecco! Tra chiesette, piccole fortezze medievali e trincee della Grande Guerra, il sentiero delle Vedette vi porterà alla scoperta dei luoghi più incantevoli della zona offrendovi un panorama davvero unico. Non a caso, infatti, questi colli sono candidati a diventare patrimonio dell’UNESCO.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Farra di Soligo (colline del Prosecco)

COME ARRIVARE: Maps

LINK MAPPA: OpenStreetMap primo tratto OpenStreetMap secondo tratto

PARTENZA: Loc. Sottocroda – Soligo

ARRIVO: Chiesetta di San Vigilio – Col San Martino

ALTITUDINE PARTENZA: 145m

ALTITUDINE ARRIVO: 150m

ALTITUDINE MASSIMA: 485m

DISLIVELLO IN SALITA: Circa 500m

LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 3 ½

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Cartine Zanetti – Prealpi trevigiane centro

CIME PRINCIPALI:
Monte Pertegar 485m, Collagù 409m, Col Maor 438m, Monte Moncader 470m.
Inoltre, la vista dalle sommità delle colline spazia sui monti della Valsana.

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Il percorso si snoda su quote collinari ed è molto semplice. Non necessita, quindi, di abbigliamento tecnico ma è sufficiente vestirsi in modo adeguato alla stagione. Per questo facile tragitto vanno bene anche le scarpe da trekking.
È presente un tratto più ripido nell’ultima parte di discesa; sconsigliamo la salita per Bosco Impero in caso di recenti piogge poiché il sentiero si trasforma in una pista di fango.

PERIODO RACCOMANDATO: Aprile-maggio / settembre-ottobre
 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

“Frizzante” percorso che si snoda tra le romantiche colline del Prosecco docg: a cavallo tra natura e antropizzazione, tra boschi e curati vigneti, questo tragitto regala degli ottimi scorci sui colli.

Consigliamo questo itinerario all’inizio della primavera quando le colline, ammantate del verde chiaro della nuova vegetazione, mostrano il loro miglior aspetto.

La pendenza e l’esposizione delle colline regalano a questi posti delle fioriture anticipate rispetto al restante territorio. Così, tra allegre fioriture di campo e i vivaci colori degli alberi di pesco, pruni selvatici e meli, la primavera dedica la sua prima visita proprio a queste sognanti colline.

Si inizia il percorso dalla località Sottocroda a Soligo, affianco all’omonimo torrente che qui compie una repentina ansa. La collina di San Gallo, infatti, sbarra la strada al fluire dell’acqua costringendola ad eseguire una brusca deviazione.


 

Parcheggiata l’auto, proseguiamo a piedi lungo la strada asfaltata fino alla biforcazione con al centro un grazioso capitello, dove prendiamo a destra. La stradina diventa ora sterrata, lasciamo sulla nostra sinistra prima un’abitazione e successivamente un bosco di conifere, per poi deviare per la strada che sale in sinistra affianco al vigneto. Non spaventatevi dal cartello “strada privata” posto alla sua imboccatura, nemmeno noi sappiamo spiegarne il motivo poiché questo è l’unico percorso che giunge a Bosco Impero.

Saliamo costantemente prendendo un po’ di quota, ed il panorama si allarga verso le colline di Rolle e, più distanti, i monti della Valsana con l’ancora innevata cima del Col Visentin 1763m.

Attraversiamo quindi un pezzo di bosco per poi riprendere a camminare tra un vigneto isolato, ancora un tornante e il bosco torna padrone del terreno.

Qui siamo nel versante Nord delle colline di Farra di Soligo, da questo lato più impervie e boschive, che ancora danno rifugio alla fauna locale. In breve, la stradina diventa sentiero proseguendo tra il bosco e lasciando qualche veduta sul sottostante corso del Soligo nonché sulle Prealpi.

Ci accompagnano numerose fioriture del sottobosco tra cui primule, violette, anemoni, non ti scordar di me, dente di cane ed anche qualche luppolo selvatico che sarebbe perfetto nel risotto di stasera!

Siamo ormai giunti alla località chiamata Bosco Impero, coperta da fitti alberi. Ci inseriamo su una carrareccia e proseguiamo a destra per arrivare, dopo breve, al santuario del Collagù, forse il punto più suggestivo del tragitto.


 

Ad est i crinali delle colline sono tappezzati di vigneti che, a nostro parere, ben si armonizzano con il paesaggio naturale di fondo. Ad ovest, da dove siamo arrivati, i boschi sono invece preponderanti e solo qualche terreno coltivato ne spezza l’unità. Questo paesaggio naturale plasmato e curato dai contadini per la coltivazione della vite è davvero unico e merita, secondo noi, l’avvenuta candidatura al patrimonio dell’umanità.


 

Dall’alto, domina questi scenari l’antico Santuario di Collagù dedicato alla Madonna dei Dolori. Rifondato negli anni trenta dopo secoli di abbandono, il campanile e la piccola chiesetta di forme neoromaniche rendono questo luogo uno dei più affascinanti della zona.

Ci rimettiamo in cammino su falso piano lungo la stradina che da dietro la chiesetta si dirige verso le colline.

Superato un tratto asfaltato, seguiamo la segnaletica “002 sentiero delle Vedette” che ci devia sulla destra per portarci sul versante collinare che guarda verso Campea. A nostro avviso, comunque, è più panoramico il tracciato sud che continua lungo la strada ed arriva comunque alla forcella San Martino, continuando ad offrire numerosi scorci sulle colline. Seguendo invece il sentiero indicato dai cartelli, ci troviamo nuovamente nel bosco, e compiuto un breve tratto in discesa, riprendiamo a salire leggermente fino ad arrivare a forcella San Martino, dove alcune panchine ci attendono per farci ammirare al meglio il panorama.

Proseguiamo quindi lungo una stradina bianca che ci accompagna in un rado bosco per poi seguire la linea di confine tra alberi e vigneti.

Lasciamo la strada poco più avanti (che altrimenti ci porterebbe a valle) per seguire in salita il sentiero alpino sulla destra che ci porterà in cima alle “piccole montagne” di Farra, così vengono ribattezzate le colline più alte che sfiorano i 500m d’altitudine.

In mezzo al bosco arriviamo al Pian Serafin a 470m: su questa cima, che si distingue per la sommità a pianoro, troviamo un bellissimo castagneto con qualche vecchio e grande esemplare.

Usciti dal bosco, parte della cima rimane ancora a prato e la vista spazia sulle Prealpi e verso la pianura della sinistra Piave.

Scendendo verso forcella Xocco troviamo alcune delle specie arboree caratteristiche: prima alcuni boschetti di querce e carpini e poi delle betulle. Anche la roverella presente nel lato della salita è specie tipica dei boschi di queste alture.

Arrivati a Forcella Xocco, riprendiamo in salita per toccare il punto più alto del percorso: il monte Pertegar. Questo sembra debba il suo nome al termine dialettale “pertegar” che rimanda a lunghi tratti di salita e che a sua volta richiama la “pertica” vecchia unità di misura usata nella zona. Su questo monte troviamo una vecchia “posa” (pozza d’acqua usata per abbeverare il bestiame), circondata da alti pioppi bianchi e betulle.

Proseguiamo ora per una cresta in quota che collega il Pertegar al Roccolo ed al monte Moncader a 470m, dove possiamo notare vecchie postazioni di trincea risalenti alla prima guerra mondiale. In particolare, è evidente la trincea a galleria che collega con un breve traforo il versante sud e nord della collina. Le più alte colline di Farra di Soligo, infatti, costituivano per le truppe austriache un ottimo punto di vedetta e controllo della sottostante pianura, da questa posizione rialzata era facile sorvegliare gli spostamenti dell’esercito nemico.

Ora abbiamo davanti a noi solo discesa che ci conduce al campo Farel dove una panchina ci invita ad una sosta. Riprendiamo quindi il cammino diretti sempre verso valle seguendo il percorso consigliato, che ci consente magnifiche vedute sulle torri di Credazzo e successivamente un’obbligata visita all’incantevole chiesetta di San Vigilio, sognante tra i cocuzzoli delle colline ed i dolci vigneti.


 

 

 

Noi questa volta optiamo per allungare appena dopo Col San Martino ed usciti dal bosco ci godiamo la vista che spazia dalle pendici del Monte Barbaria ai vigneti di Guia e dalla valle del Cartizze al sottostante paese di Col San Martino.


 

Scendiamo quindi tra i vigneti fino a collegarci con la strada che collega Col San Martino con Campea e Guia.

A chi percorre per la prima volta questo tragitto consigliamo comunque di seguire il tracciato consigliato, che offre belle vedute sulle Torri, magnifiche fortificazioni medioevali che aggiungono un tocco fiabesco al già meraviglioso paesaggio.

Termina qui l’avventura tra le romantiche colline del Prosecco, ma prima tappa obbligata ad una delle cantine della zona!

 

Curiosità

Il nome sentiero delle Vedette deriva dai panorami che queste colline consentono dalle loro cime e dal loro ruolo strategico per l’esercito austro-ungarico, che ha utilizzato questi colli come posto di vedetta sulla pianura.

A seguito della nomina a Città Europea del Vino 2016, il comune di Farra di Soligo ha realizzato un documentario proprio sul sentiero delle Vedette, che potrete vedere cliccando sul seguente link: Video documentario

Ricordiamo, inoltre, che le Pro Loco del comune organizzano ogni anno diverse manifestazioni per valorizzare il territorio, quali la mostra del Prosecco a Col San Martino o Rive Vive, la caratteristica camminata sulle colline di Farra con stand di prodotti tipici. Per info, consultate il sito: www.vivilerive.com

SENTIERO DELLE VEDETTE ultima modifica: 2016-04-17T11:46:06+02:00 da Amos e Elison

2 pensieri su “SENTIERO DELLE VEDETTE

  1. Attualmente sto scoprendo il Montello per commemorare insieme al mio gruppo il Centesimo anniversario della battaglia del Solstizio. La px primavera mi piacerebbe percorrere questo eccezionale sentiero delle Vedette. A chi devo ricokgermi per un percorso sperimentale di ricognizione? Grazie x vs feedback

    1. Ciao! Volendo possiamo metterci d’accordo e andare a fare un sopralluogo insieme, noi tra l’altro operiamo anche come guide ambientali.
      Altrimenti possiamo metterti in contatto con la Pro Loco locale.
      In caso sentiamoci direttamente per mail ([email protected])

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