Pubblicato il Pubblicato in Escursioni (faticose), Svizzera

SCHÖNBIELHÜTTE

Percorso ad anello sotto la vetta simbolo della montagna.

Una montagna che non ha bisogno di presentazioni, il Cervino, non a caso è la vetta più fotografata al mondo; non vi è persona, infatti, capace di resistere al fascino di questa affusolata piramide solitaria che si staglia contro il cielo.

Poco distante, però, quasi oscurata dalla fama del Cervino, un’altra cima si erge all’orizzonte, il Dent d’Hérens. Anch’essa di forma piramidale, ammalia con i suoi pendii scoscesi e la sua irta punta, con il forte contrasto tra scura roccia e neve accecante.

Sono queste le due vette che delimitano lo sguardo incorniciando il paesaggio sottostante: il rifugio Schönbielhütte non poteva desiderare uno sfondo migliore.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Vallese, Mattertal

LINK MAPPA: OpenStreetMap andata  OpenStreetMap ritorno

PARTENZA: Schwarzsee

ARRIVO: Schönbielhütte

Altitudine partenza: 2583m

Altitudine ARRIVO: 2694m

Altitudine MASSIMA: 2694m

DISLIVELLO IN SALITA: 600m

LUNGHEZZA PERCORSO: 22 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 6 ½

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Kompass 117 Zermatt Saas Fee

CIME PRINCIPALI:
Monte Cervino – Matterhorn, 4478m
Monte Rosa – Colle Gnifetti, 4563m
Dent d’Hérens. 4171m
Tête Blanche, 3710m
Ober Gabelhorn, 4063m
Gruppo del Michabel, i cui monti sono tutti sopra i 4000m.

PUNTI DI RISTORO: Hotel ristorante Schwarzsee 2583m; ristorante Stafelalp 2200m; Schönbielhütte 2694m;

LINK RIFUGIO: http://schoenbielhuette.ch/

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO: +41 (0)79 447 41 87 – +41 (0)79 639 41 28

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO: Scarponi e abbigliamento da alta montagna

PERIODO RACCOMANDATO: Da metà luglio a metà settembre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

Splendido giro ad anello attorno al Cervino, ovvero la quinta cima più elevata della catena alpina, che con la sua straordinaria piramide è la vetta più fotografata al mondo. Diventata icona stessa della montagna, ha segnato significativamente la storia dell’alpinismo; per lungo tempo infatti, il Cervino fu considerato inviolabile per l’arditezza delle sue pareti. Nel 1800 molti alpinisti si avvicinarono alla montagna senza riuscire a vincerla. La sua vetta fu conquistata per la prima volta nel 1865.

Questo percorso offre un’appagante visuale sul Cervino, sulla punta Gnifetti del monte Rosa ( dove è abbarbicato il rifugio più alto d’Europa: la capanna Regina Margherita), sul ghiacciaio Findelgletscher e sulle cime del Ober Gabelhorn e del mont Durand. Numerosi sono gli scorci fotografici che si trovano lungo l’itinerario.

Eccoci! Imbocchiamo con l’auto la rinomata Mattertal per poi parcheggiare a Täsch. Da qui in poi infatti è vietato l’accesso a qualsiasi veicolo a motore. Così prendiamo il treno che, con l’immancabile ordine e puntualità che caratterizza la Svizzera, parte ogni 20 minuti per raggiungere Zermatt. Questa speciale cittadina di montagna, “libera” da qualunque mezzo a motore a scoppio, è ben riuscita ad armonizzare fasto ed eleganza con i tratti tipici dei villaggi montani. Non è difficile imbattersi in vip ed escursionisti, gente vestita d’alta moda ed alpinisti con zaino e scarponi: da una parte l’esclusività e dall’altra la fatica e il sudore, in un angolo un lussuoso hotel e nell’altro un locale rustico. In verità, la sera, quando il lato più mondano della città prende il sopravvento, noi stanchi e sudati di ritorno dall’escursione, sembravamo quasi due orsi finiti in una passerella di abiti firmati!

Comunque Zermatt vale davvero la pena di essere visitata… E meno male! Perché l’inizio della valle, vista dall’auto, non ci aveva entusiasmato, ma tutto cambia una volta arrivati al paese, dove lo scenario si apre. Il paesaggio si fa sempre più incantevole man mano che si sale e, grazie alla funivia, arriviamo in un battibaleno a quota 2583m, allo Schwarzsee. Questo specchio d’acqua, che non ha niente di speciale, offre però una splendida vista su due giganti delle alpi: il Cervino o, in tedesco, Matterhorn, e il monte Rosa, circondati da altre 36 cime sopra i 4000m.

L’occhio qui può spaziare sulle vette, con i relativi ghiacciai: scenario in cui la formidabile piramide rocciosa, leggermente avvitata, del Cervino, recita sempre come principale protagonista. Dal lago procediamo in leggera discesa per una stradina bianca: le fioriture, i verdi pendii e le mucche al pascolo che ci circondano, mitigano l’asprezza delle altissime cime.

Deviamo quindi dalla carrozzabile sterrata per prendere il sentiero sulla destra, che, tra sporadici pini cembri, ci porta al punto ristoro Stafelalp a 2200m.

Qui ritroviamo una stradina bianca che ci conduce in fondovalle, dove, e si capisce dalla caratteristica forma ad U stampata nella valle, una volta doveva arrivare l’imponente lingua glaciale. Questa, ritiratasi ormai molto più su, ha lasciato spazio a ghiaioni, ruscelli e al bosco, che progressivamente prende possesso del terreno.

Sorpassiamo un bacino artificiale e cominciamo a risalire sull’altro versante incrociando il sentiero che parte da Zermatt e che percorreremo in discesa al ritorno; ma intanto lo seguiamo nella direzione opposta per trovare, subito dopo, uno dei punti più suggestivi del percorso. Un ruscello si lancia nel vuoto con una spettacolare cascata a cui fa da cornice la parete nord del Cervino. Ci fermiamo un attimo per godere di questa splendida vista e proseguiamo su falso piano addentrandoci sempre più nella vallata.

Superiamo un torrente, e diamo uno sguardo al Matterhorngletscher, al ripido Dent d’Herens e al ghiacciaio Stockjigletscher che ben si nota dietro il rifugio.

Possiamo ora osservare come l’enorme lingua glaciale si sia velocemente ritirata, lasciando piccoli laghetti e materiale detritico. Più in quota questi detriti, coprono ancora uno strato di ghiaccio che al riparo dal sole si conserva (ghiacciaio nero). Il sentiero diventa ora un po’ più ripido e lasciati alle spalle gli ultimi metri di dislivello, giungiamo al rifugio Schönbielhütte. Il panorama è spettacolare, d’alta e selvaggia montagna.

È ormai il momento di tornare sui nostri passi; così superiamo nuovamente la cascata, proseguiamo sul sentiero lasciando sulla destra il percorso fatto e oltrepassiamo un rado boschetto, quindi torniamo a camminare tra pendii erbosi. Arrivati ad un bacino artificiale è possibile scegliere tra due tracce: quella che risale a sinistra è più panoramica e consente, con ulteriori 100m di dislivello, un’ottima vista dall’alto su Zermatt e le montagne che la circondano. Noi invece (in ritardo sulla tabella di marcia) tagliamo a destra verso il caratteristico borgo alpino di Zmutt, composto da una ventina di storiche case in legno che hanno molto da raccontare sulla storia degli alpeggi in Svizzera.

Da qui si prosegue su comoda stradina tra dolci collinette erbose in cui sono sparpagliate vecchie abitazioni in legno, ottimamente conservate ed ombreggiate da qualche pino cembro dalle bizzarre forme. Sembra quasi di essere capitati nel villaggio degli Hobbit nel film il “Signore degli Anelli”.

Continuiamo a scendere su diversi tornanti all’ombra di un bosco finché non rivediamo le prime case di Zermatt.

La nostra escursione è ormai terminata, ma prima di prendere il treno ci voltiamo nuovamente verso le cime così da imprimere nella memoria i panorami di questa incredibile avventura.

SCHÖNBIELHÜTTE ultima modifica: 2016-02-21T20:50:40+00:00 da Amos e Elison

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