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SAN GAETANO – CASCATA PISSOL – VIA DELL’ACQUA

Tra le Prealpi Trevigiane, nella selvaggia valle di Cison di Valmarino.

Attraverso il bosco fino alla cima del colle dedicato a San Gaetano, per poi ridiscendere a percorrere la celebre Via dell’Acqua in un’escursione che unisce la quiete trasmessa dalla natura con l’irruenza data dal torrente.

Alla scoperta delle Prealpi Trevigiane tra silenzi e gorgoglii, sentieri e ponti, dirupi e piccoli guadi nella splendida cornice di Cison di Valmarino.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Valsana

LINK MAPPA: OpenStreetMap Cison – San Gaetano ; OpenStreetMap San Gaetano – cascata Pissol ; OpenStretMap cascata Pissol – Cison

PARTENZA: Cison di Valmarino

ARRIVO: Cascata Pissol

ALTITUDINE PARTENZA: 270m

ALTITUDINE ARRIVO: 520m

ALTITUDINE MASSIMA: 585m

DISLIVELLO IN SALITA: 350m

LUNGHEZZA PERCORSO: 9.5 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 2 ½

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Cartine Zanetti 13 – Prealpi trevigiane centro

CIME PRINCIPALI:
Monte Schiaffet, 1117m
Cima Vallon Scuro, 1286m
Monte Agnelezze, 1185m
Cima Campo, 968m

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Per questa camminata consigliamo scarpe da trekking o scarponcini; appena dopo il capitello di San Gaetano è presente un tratto leggermente esposto che richiede passo sicuro.

PERIODO RACCOMANDATO: Aprile-giugno / settembre-ottobre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

Questa facile camminata ci permette di esplorare senza troppa fatica la valle di Cison di Valmarino. Tra le laterali della Valsana, la valle di Cison è particolarmente selvaggia con pendii boscosi a mezza quota che terminano nel fondovalle, dove le ripide cime scendono con salti e pinnacoli di roccia.

Il percorso permette di ammirare le copiose fioriture che queste montagne nascondono. Non da meno la cascata del Pissol rende ancora più affascinante il percorso, che seguirà poi nel ritorno la Via dell’Acqua: magnifico e facile sentiero che costeggia il torrente Ruio, dove si possono ammirare i vari giochi d’acqua nella roccia. Da notare la presenza di antichi mulini che venivano alimentati tramite una canalizzazione dell’acqua del Ruio.

Posteggiamo l’auto appena dopo il centro di Cison di Valmarino, superata una piccola rotonda troviamo qualche parcheggio sulla sinistra; altrimenti si può tranquillamente lasciare l’auto anche in centro.

Per il primo chilometro abbondante seguiamo in salita la strada asfaltata, superiamo la baita Alle Grotte e, dopo un’accentuata salita su rettilineo, abbandoniamo finalmente la strada per seguire il sentiero. Questo si individua facilmente sulla sinistra in prossimità della curva, impossibile comunque sbagliare grazie al cartello che indica San Gaetano. Oltrepassiamo un rivo d’acqua e ci immergiamo nel verde primaverile del bosco accompagnati dalle numerose fioriture che notiamo affianco al sentiero.

La salita non è particolarmente impegnativa ma continua e, presso un bosco di conifere, prendiamo a sinistra come indicato dai cartelli passando affianco ad un vecchio rudere.

Camminare in mezzo ai boschi alleggerisce i pensieri, questi poi sono sani e adornati dal verde chiaro delle gemme appena spuntate.

Teniamo la destra per superare in breve gli ultimi metri che ci portano sulla sommità del verde colle boscoso dove si trova il capitello di San Gaetano, a 585m di quota. Qui sono state allestiti due tavoli con panchine che permettono una comoda sosta.

Il panorama spazia a Sud sulla sottostante Cison di Valmarino con il castello Brandolini e sulle colline di Rolle, mentre a Nord si possono ammirare le più alte cime della valle che salgono ripide e quasi minacciose per superare abbondantemente i 1000m di quota. Il capitello di San Gaetano è stato eretto per invocare la protezione contro gli agenti atmosferici e la grandine, che saltuariamente causavano danni alla valle.

Dal grazioso capitello di San Gaetano scendiamo alcuni metri e, lasciato sulla sinistra il sentiero da dove siamo saliti, proseguiamo dritti per arrivare appena dopo ad un bivio. Come attestano le segnaletiche prendendo il sentiero di sinistra si può tornare a Cison per un simpatico percorso, noi invece imbocchiamo la traccia di destra che ci porterà alla cascata del Pissol.

Procediamo tra i fiori blu della genziana che costellano l’erba e la bianca fioritura dei peri corvini. Affrontiamo un breve tratto, semplice ma leggermente esposto e raggiungiamo su moderata salita la quota massima del percorso sui 600m d’altezza. Di fronte a noi abbiamo sempre la veduta sulle montagne dello Schiaffet 1117m, Cima Vallon Scuro 1286m, Crodon del Gevero 1254m, Cima Agnelezze 1185m e sull’impervio passo Scaletta con la ripida Cima Campo 968m.

Proseguiamo quindi in moderata discesa abbandonando la vegetazione rada di cespugli e rituffandoci nel bosco, ci accompagnano numerose fioriture come potrete vedere dalla galleria immagini.

Sotto di noi, il piazzale delle Penne Mozze, dove arriveremmo se prendessimo il sentiero indicato che vira a destra, noi teniamo invece la sinistra e c’immergiamo in un bosco più fitto dove una folta coltre verde di aglio orsino tappezza il suolo.

Il sentiero prosegue ora in piano, lasciamo una casera sulla destra e ci colleghiamo al sentiero che dal piazzale di parcheggio arriva alla cascata del Pissol. Solo pochi metri di salita ed eccola! La cascata del Pissol è collocata in uno scenario di selvaggia bellezza, precipita là dove i profondi boschi della valle si diradano per dare spazio alla roccia e ai suoi pinnacoli; consigliamo di salire brevemente sul il sentiero per ammirare dall’alto la cascata.

Sicuramente vi prenderà la voglia di continuare ad esplorare il sentiero del Pissol che in un aspro paesaggio, si fa strada per arrivare al noto rifugio Ai Loff, suggestivo percorso che descriveremo in uno dei prossimi articoli.

L’afflusso d’acqua della cascata è molto variabile, consigliamo perciò di non programmare questo itinerario in periodi siccitosi per non perdere parte della bellezza di questo salto d’acqua che, pur non essendo altissimo, gode di un certo fascino.

Pronti per ripartire torniamo sui nostri passi, questa volta però lasciamo a destra il sentiero da dove siamo arrivati e proseguiamo verso il vicino piazzale, punto di partenza per gli escursionisti che vogliono salire al bivacco Ai Loff. Scendiamo quindi lungo la strada asfaltata che affianca il torrente Ruio, questi sarà il nostro compagno di viaggio per la prossima parte del tragitto.

Arriviamo al piazzale delle Penne Mozze con a destra la simpatica chiesetta a cui fanno da cornice queste splendide montagne. Qualche centinaio di metri dopo il piazzale abbandoniamo la strada per attraversare a sinistra e percorrere un lussureggiante prato: inizia qui la Via dell’Acqua, che ricalca il percorso che fa il Ruio per scendere a valle.

Tra la boscaglia ammiriamo i giochi d’acqua del torrente, passiamo uno splendido esemplare di faggio sulla sinistra e attraversiamo alcuni ponticelli, sempre circondati dalla poesia dell’acqua gorgogliante. Il Ruio si scava, in certi tratti, piccole gole tra la roccia con scenografici effetti.

Passiamo sulla destra un prato attrezzato per pic-nic e procediamo per delle scalette che ci consentono di superare agevolmente delle rocce.

Il tracciato segue ora il canale d’acqua, che una volta alimentava con la sua energia potenziale i mulini del paese più in basso, che in breve raggiungiamo. L’acqua una volta era un bene ancor più prezioso in quanto fonte di energia a basso costo che permetteva di eseguire lavori altrimenti impegnativi.

Noi, avendo l’auto appena sopra il centro, abbandoniamo l’ultimo tratto del percorso per deviare sulla destra in via Moret ed arrivare così a Campo Molino dove abbiamo lasciato la macchina. Chi avesse parcheggiato in centro può invece proseguire sulla sinistra seguendo l’acqua per arrivare a Borgo Capretta, quindi passare il ponte ed il capitello e giungere così alla piazzetta di Cison.

Questa semplice camminata ci ha acceso ancor più la voglia di continuare ad esplorare questa valle ricca di natura e storia, speriamo possa fare altrettanto anche per voi!

 

Curiosità

Via dell’Acqua
A Cison lo sfruttamento dell’acqua del Ruio consentì nel passato l’apertura di numerose attività artigianali, in primis alcuni opifici operanti tra il XVI ed il XIX secolo. Ma non solo, nell’ottocento sorgevano qui anche una latteria, una filanda ed una segheria, tutte attività coadiuvate dall’utilizzo del canale d’acqua chiamato Rujea.
Alcune tabelle durante il percorso della Via dell’Acqua daranno ulteriori indicazioni a chi volesse sapere di più sulla storia dei mulini di Cison.

Bosco delle Penne Mozze
Inaugurato l’8 ottobre 1972, è nato dall’idea del prof. Mario Altarui di commemorare con un albero ed una stele ogni alpino della provincia di Treviso caduto durante le guerre del ‘900.
Dal centro di Cison si può arrivare in macchina seguendo la strada che si addentra nella valle, per poi parcheggiare nel piazzale e proseguire a piedi lungo il sentiero. Il bosco delle Penne Mozze si estende su 16000 m2 di terreno percorso da numerosi sentieri che portano tra le oltre duemila stele realizzate dal maestro Simon Benetton in memoria dei caduti.

SAN GAETANO – CASCATA PISSOL – VIA DELL’ACQUA ultima modifica: 2016-04-19T22:13:24+02:00 da Amos e Elison

2 pensieri su “SAN GAETANO – CASCATA PISSOL – VIA DELL’ACQUA

  1. Proprio un bel percorso!! Pur girando spesso in queste zone, non ci era mai capitato di fare questo anello.. avevamo già fatto la via dell’acqua, ma così il percorso è ancora più completo e interessante! Volevo ringraziarvi per lo spunto e per le splendide e dettagliate descrizioni.. complimenti per il vostro blog, molto utile per chi come noi ama la domenica fare delle belle passeggiate e cerca nuove idee! continuate così e aggiungete nuovi percorsi, soprattutto in zona conegliano.. noi li proveremo tutti!!! 🙂

    1. Ciao Anna e Diego! Grazie dei complimenti… Sicuramente aggiungeremo nuovi percorsi vicini a Conegliano, continuate a seguirci! Buona montagna!

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