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RIFUGIO OTTONE BRENTARI A CIMA D’ASTA

Giro ad anello sotto la cima più alta dei Lagorai.

Una possente guglia che si erge all’orizzonte: aspre rocce che si stagliano contro il cielo e si rispecchiano nel profondo lago accanto al rifugio… Al Cima d’Asta grigio e azzurro si fondono insieme in un selvaggio e suggestivo paesaggio!

Ma al calar del sole, quando il cielo si tinge di rosa, le cime paiono arrossire, addolcendo così la loro immagine e regalando al rifugio Ottone Brentari uno scenario davvero unico.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Trentino – Lagorai

LINK MAPPA: OpenStreetMap andata ; OpenStreetMap ritorno

PARTENZA: Malga Sorgazza

ARRIVO: Rifugio Ottone Brentari A Cima d’Asta

ALTITUDINE PARTENZA: 1450m

ALTITUDINE ARRIVO: 2476m

ALTITUDINE MASSIMA: 2500

DISLIVELLO IN SALITA: 1150

LUNGHEZZA PERCORSO: Andata 8 km; ritorno 9 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Andata e ritorno ore 8

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Kompass Valsugana tesino 621

CIME PRINCIPALI:
Cima D’Asta, 2847m
Cima del Passetto, 2589m
Monte Cengello, 2439m
Cima delle Buse Todesche, 2413m
Cima Brunella, 2530m
Cimon Rava, 2436m

PUNTI DI RISTORO: Malga Sorgazza; rifugio Ottone Brentari Cima D’Asta

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO: 0461-594825 – 3478402125 –3403262094

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO: Scarponi, tratti del sentiero possono essere scivolosi, soprattutto in caso di pioggia.

PERIODO RACCOMANDATO: Da metà giugno a fine settembre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

Ancora addormentati percorriamo in auto prima la val Malene, e poi la sua laterale (val Sorgazza), la nostra destinazione è il parcheggio di malga Sorgazza a 1450m, punto di partenza per l’escursione.

Tra uno sbadiglio e l’altro, partiamo!

Subito, le acque limpide del lago di Sorgazza, in cui si specchiano i verdi boschi e le più lontane cime granitiche dei Lagorai, ci danno il giusto entusiasmo per iniziare questo giro ad anello.

La prima parte del percorso si svolge su comoda strada forestale che, in mezzo al bosco, ci conduce in salita fino “Al Bivio”, punto in cui parte la teleferica di rifornimento del rifugio. Da lì prendiamo a destra la traccia numero 327 che si dirige verso la fine della valle.

Superiamo, in una zona ricca d’acqua, alcuni ruscelli che nascono poco più a monte e proseguiamo in moderata salita; la vegetazione si fa via via meno fitta mentre saliamo di quota e l’ambiente che ci circonda diventa più selvaggio.

Superato il limite arboreo, a circa 1750m, il crinale si “chiude” dietro di noi isolandoci in un’aspra valletta, sovrastati da creste rocciose e ripidi pendii dove convivono rocce e ciuffi d’erba.

Il sentiero si impenna in salita su una di queste chine, costringendoci a guadagnare rapidamente quota; in effetti la salita è alquanto decisa ed il sentiero ci mostra che non è sua intenzione tornare a più modeste pendenze, pertanto: arranchiamo!

Ora il percorso affronta l’erto pendio con numerosi tornanti nel vano tentativo di addolcire la salita.

A circa 2100m incrociamo il sentiero proveniente a sinistra da forcella Magna.

Poco oltre, il percorso ci offre due alternative per arrivare al rifugio: quella si inerpica sulla sinistra (traccia segnata 327b) è la più diretta ma anche ripida e difficile tanto che in caso di pioggia è assolutamente sconsigliata; noi invece suggeriamo di percorrere la traccia di destra (numerata 327), più lunga ma sicura.

Oltrepassiamo quindi un ruscello che discende con spumeggianti cascatine lungo la ripida lastra di roccia e procediamo tra lastroni di pietra in questo aspro e granitico paesaggio.

A quota 2250m il sentiero fa una repentina svolta verso sinistra e, sempre tra le rocce, ci conduce al rifugio Cima d’Asta.

Con soddisfazione ci rendiamo conto di dominare ora le pareti ed i pinnacoli rocciosi che prima ci sovrastavano. La vista si estende dai crinali dei Lagorai fino alle montagne imbiancate dell’Adamello e del gruppo dell’Ortles. Solo la verticale parete del Cima D’Asta ci domina ancora dall’alto dei suoi 2847m, per poi scendere e tuffarsi nelle profonde acque dell’omonimo lago che, con i suoi 38 metri, risulta essere uno dei più profondi laghi d’alta quota.

Per il ritorno imbocchiamo il sentiero numerato 386 che ci porta alla forcella Del Passetto a 2495m, il punto più alto dell’itinerario.

Da qui la vista arriva fino al gruppo delle Pale di San Martino, mentre sotto di noi possiamo osservare la piccola val Tolva.

Il sentiero è facile, ma alquanto stretto, e si mantiene in quota il più a lungo possibile, regalandoci ottimi panorami. Si marcia a mezzacosta su brevi sali e scendi per pascoli erbosi.

Arrivati al monte Coston, il sentiero passa nuovamente sul lato della val Sorgazza, e compare sotto di noi il lago accanto al quale abbiamo parcheggiato l’auto. La discesa si fa ora decisa e con pochi tornanti ci porta al ponte sul Grigno che ci ricollega alla strada forestale della partenza.

RIFUGIO OTTONE BRENTARI A CIMA D’ASTA ultima modifica: 2016-03-06T20:09:49+02:00 da Amos e Elison

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