Pubblicato il Pubblicato in Escursioni (faticose), Italia

MILIES – MONTE ZOGO – MONTE CESEN

Bucolici paesaggi delle Prealpi Trevigiane.

Freschi boschi che pian piano si diradano lasciando spazio ad ampie e verdi radure, piccole lame che riflettono l’azzurro del cielo e una miriade di fioriture dai vivi colori che spiccano fra l’erba… È questo il panorama che l’escursione Milies – Monte Zogo – Monte Cesen offre a chi si avventura sui suoi sentieri.

Un autentico paesaggio bucolico dove quiete e serenità si fondono con l’ambiente circostante.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Prealpi Trevigiane

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA:
Mappa fino monte Zogo
Mappa monte Zogo – monteCesen
Mappa monteCesen – malga Barbaria
Mappa malga Barbaria – strada Molvine
Mappa strada Molvine – punto di partenza

PARTENZA: Milies, loc. Valpiana

ARRIVO: Monte Cesen

ALTITUDINE PARTENZA: 760m

ALTITUDINE ARRIVO: 1569m

ALTITUDINE MASSIMA: 1569m

DISLIVELLO IN SALITA: 1000m

LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno): 21.5 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 6 ½ circa

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
Tabacco Prealpi Trevigiane e Bellunesi M. Cesen – Col Visentin 068

CIME PRINCIPALI:
Monte Zogo, 1394m
Monte Cesen, 1570m
Monte Mariech, 1526m
Monte Cimon, 1438m
Monte Orsere, 1496m
Monte Tomatico, 1595m
Massiccio del Grappa, Monte Grappa, 1777m
Col Visentin, 1776m
Cimon del Cavallo, 2251m

Panorama su:
Vette Feltrine
Lagorai, Cima d’Asta, 2847m
Dolomiti Bellunesi
Colli Asolani
Colli Euganei
Colli Berici
Valsana

PUNTI DI RISTORO: Malga Mariech ; Malga Barbaria

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Itinerario semplice, vista la lunghezza del percorso necessaria un’abbondante scorta di acqua (soprattutto in giornate calde). Consigliati i bastoncini telescopici da montagna e un buon paio di scarpe da trekking.

PERIODO RACCOMANDATO: maggio-giugno / settembre-novembre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

16 maggio

Si tratta di un’escursione davvero appagante considerata la varietà dei panorami mozzafiato che presenta. Per godere appieno delle incredibili visuali che questo itinerario permette, consigliamo di dedicargli una di quelle giornate assai limpide, dall’aria pulita e dal cielo terso.

Ma non sono solo i panorami sulla lunga distanza ad attirare l’attenzione. Già, perché qui le pendici delle montagne si tappezzano di splendide fioriture, in particolare nel periodo metà maggio-inizio giugno.

Dalla sgargiante peonia alle innumerevoli specie di orchidee di montagna che popolano i pascoli, dalla tipica fioritura alpina delle genziane ai gialli luminosi del tarassaco e del ranuncolo. Senza scordare i profumati e candidi narcisi dei poeti. Questa escursione risulta quindi perfetta soprattutto per gli appassionati di botanica e flora alpina.

Partiamo appena dopo l’abitato di Milies (comune di Segusino), piccolo paesino montano situato in una verde conca abbracciata dalle montagne.

Superato il paese si procede con l’auto fino a località Valpiana e si posteggia in una delle piazzole lungo la carreggiata. Nello specifico il tragitto parte dove la strada diventa sterrata e si divide in due: noi seguiremo quella di sinistra. Ci inoltriamo così, in costante ma non troppo ripida salita, sotto il bosco; ogni tanto la vegetazione si apre lasciando la visuale sul sottostante abitato di Milies.

Ora la strada esegue un repentino tornante mentre sulla sinistra si apre una stradina secondaria (sbarrata). Volgendo lo sguardo a sud si ha la sensazione di dominare il paesaggio, solcato dal placido fiume Piave, a nord invece si profila già la cima erbosa della nostra prima meta: il monte Zogo, 1394m.

Ancora poca salita ed arriviamo ad un’ampia sella dove prendiamo la direzione di destra; sull’altro versante la vista si apre sul monte Tomatico e, più in destra, sulle Vette Feltrine.


 

Pochi passi sul piano e si riprende a salire rapidamente. Lungo il bosco e sulle piccole radure l’attenzione viene focalizzata dagli intensi e delicati fiori delle peonie.

Dopo due tornanti raggiungiamo le casere Col Da Fi, dove ci concediamo un attimo di sosta.

Ripreso il nostro cammino, possiamo scegliere se tagliare per il sentiero che parte dietro la costruzione (avendo cura di preferire quello più a sinistra, in salita) oppure seguire la stradina che si stringe diventando poi una mulattiera. Quest’ultimo tratto, tra l’altro, è di nuova costruzione.

Dopo qualche tornante in leggera salita, riprendiamo il sentiero che si inerpica per il prato sulla sinistra. Qui la vista comincia ad essere unica: mentre le verdi pendici boscate del monte Tomba e del Grappa si ergono davanti a noi, in lontananza si intravvedono le forme dei monti Euganei e Berici. Intorno, prati e boschi, spronati dalla ripresa vegetativa primaverile, sono di un verde brillante e lussureggiante tanto da trasmettere un senso di benessere e integrità con il paesaggio.


 

Fanno poi capolino tra l’erba le vivaci fioriture delle orchidee, che ci accompagneranno per lunga parte del cammino. Non solo: qualche stelo di narciso allunga la testa quasi voglia godere anche lui del panorama.

Procediamo così per il prato lungo una traccia poco definita che ci porta ad una piccola costruzione adibita a supporto durante il pascolo degli animali. Superiamo un’esile recinzione e seguiamo la cresta erbosa che culmina con la cima del monte Zogo. La vista spazia a Nord sulle Vette Feltrine e sulle montagne bellunesi mentre a Sud compaiono nella visuale zone sempre più ampie. Su gran parte della linea dell’orizzonte si vede già il mare…


 

 

Superiamo qualche lama per l’abbeveramento delle mucche al pascolo e ci apprestiamo ad affrontare l’ultima salita prima della vetta. Il blu intenso delle genziane spicca tra i prati presieduti dalla malga Doc.

Arrivati?? Eh no, non ancora… Quando pensavamo di aver finito, infatti, scorgiamo la vera cima stagliarsi qualche metro più in alto e realizziamo così di aver raggiunto solo la sommità dell’ante cima.

Ma un po’ di salita in più certo non ci scoraggia e in breve giungiamo al nostro primo obiettivo: il monte Zogo.

Ad est si estendono una serie di cime volte a formare la dorsale di spartiacque tra la provincia di Treviso e quella di Belluno. La dorsale si allunga fino a terminare con il Col Visentin, ben riconoscibile con le sue antenne.


 

Riprendiamo a camminare proseguendo adesso in discesa sulla cresta, davanti a noi la cima del monte Cesen. Giunti alla forcella, ignoriamo la strada sterrata per prendere il sentiero che si inerpica per il successivo pendio. In breve ci troviamo nel bosco e, salendo costantemente, riemergiamo in prossimità di un rudere, probabilmente un’ex malga.


 

 

 

 

Sostiamo un attimo prima di affrontare l’ultima salita che percorreremo sulle pendici del monte Cesen fino a raggiungerne la cima.

Poco dopo il rudere teniamo la traccia di sinistra, non considerando il sentiero pianeggiante di destra che altrimenti taglierebbe parte del percorso ricongiungendosi al nostro itinerario poco dopo malga Barbaria.


 

Ed eccoci sulla cima del monte Cesen, dove ci aspetta un eccezionale panorama!


 

 

Un fugace sguardo all’orologio interrompe la nostra sosta: è tempo di rimettersi in marcia. Abbandoniamo allora il punto più alto del percorso per scendere in direzione dell’agriturismo Malga Mariech.


 

Da qui seguiamo in discesa la strada asfaltata; ora si può vedere bene tutta la Valsana (o Vallata), compresi i laghi di Revine.

Camminiamo sull’asfalto fino a giungere alla casera di malga Barbaria, da qui prendiamo il sentiero che parte sulla nostra destra, rituffandoci tra i prati; il giallo luminoso dei ranuncoli riempie di luce questi pascoli.

Arrivati in fondo alla dolce sella, lasciamo il sentiero salire fino al monte Orsere, per deviare a sinistra sulla traccia n° 1012, che percorre a mezzacosta il versante della montagna.


 

 

Attenzione: nel momento in cui il versante gira, bisogna prendere la poco marcata traccia che segue in discesa la linea di massima pendenza del prato; un cartello in legno poco visibile segnala comunque la deviazione.

La ripidità del declivio ci fa abbassare di quota rapidamente. Superato un ripetitore e delle panchine, attraversiamo una sterrata e riprendiamo poi il sentiero in discesa.

Ancora qualche metro di discesa e incontriamo un’altra stradina che parte proprio in prossimità di un tornante della strada asfaltata: imbocchiamo dunque questa strada bianca (via Molvine) facendo attenzione a non proseguire sul sentiero che scende.

Ci aspetta ora una tranquilla discesa: camminiamo in mezzo ad un bosco di faggio prima di sbucare all’aperto sui pascoli di malga Molvine. Davanti a noi si può vedere il versante di malga Doc, da dove siamo saliti.


 

Trovata sulla sinistra, una lunga costruzione ombreggiata da qualche albero, trascuriamo la stradina che passa davanti alla detta casera per proseguire dritti. Ci addentriamo nuovamente in un rado bosco che procede in leggera discesa fino ad incrociare sulla destra la carrabile che porta a malga Doc.

Noi prendiamo invece a sinistra, puntando verso il basso della valle; dopo numerosi tornanti arriviamo al bivio di partenza e all’auto.

MILIES – MONTE ZOGO – MONTE CESEN ultima modifica: 2017-06-28T17:29:16+00:00 da Amos e Elison

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