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MARMOTTA

L’inconfondibile fischio della marmotta

accompagna l’alpinista nei pascoli

a valle delle solitarie vette.

Marmotta – Marmota Marmota.

 

Classificazione

Classe: Mammiferi

Ordine: Roditori

Famiglia: Sciuridi

IN BREVE

POPOLAZIONE: Indefinita ma consistente e stabile.

PERICOLO ESTINZIONE: Minimo.

HABITAT: Pascoli alpini, praterie in alta montagna.

PESO: 3.2-5.7 kg.

LUNGHEZZA: Testa-corpo: 42-58cm; coda: 13-20cm.

ALTEZZA AL GARRESE: 18 cm.

COLORE: Mantello grigio scuro, brunastro e giallastro. Più chiaro nella parte inferiore.

ALIMENTAZIONE: Erbe, germogli, radici, semi, piccoli frutti.

 

Popolazione nelle Alpi

Non ben stimata numericamente ma comunque molto consistente. Si tratta di un animale molto diffuso su tutto l’arco alpino. Per la sua frequente presenza nelle montagne alpine e per la sua simpatia, la marmotta è uno degli animali simbolo dell’alta montagna.

 

Conservazione e protezione

La marmotta fortunatamente non presenta rischi di sopravvivenza visto la sua diffusa e consolidata presenza.

Un tempo però veniva fortemente cacciata per ricavarne il grasso a cui venivano attribuite straordinarie proprietà curative.

 

Habitat

Vive perlopiù su pascoli alpini e praterie ad alta quota dove l’erba si alterna a detriti morenici e rocce, ad altitudini comprese tra i 1200m e i 2700m. È un roditore autoctono delle Alpi centro-occidentali e dei monti Tantra (in quest’ultimo caso si tratta della sottospecie “latirostris”), ma è stata in seguito introdotta con successo anche sulle Alpi orientali, nei Carpazi, sui Pirenei, nella Selva Nera. Il suo areale comunque rimane ristretto ai confini europei.

 

Caratteristiche

La marmotta presenta un corpo alquanto tozzo con un peso medio di 5 kg; la lunghezza media è di 70 cm, 20 dei quali però rappresentati dalla folta coda. Questa è un indicatore sociale abbastanza importante, poiché comunica segnali diversi a seconda della sua posizione.

Inoltre, l’animale ha sul muso delle vibrisse (baffi) con funzione sensoriale. Tra il naso e l’occhio la marmotta possiede particolari ghiandole facciali utili per il riconoscimento tra gli individui e la marcatura del territorio. La posizione abbastanza divergente degli occhi gli consente un’ampia visuale (300° di campo visivo) mentre le orecchie sono quasi completamente nascoste dalla pelliccia.

Molto caratteristici, per il loro notevole sviluppo, i denti incisivi che un po’ come le nostre unghie sono a crescita continua. Il loro ininterrotto accrescimento è compensato dall’usura per la masticazione del cibo.

Il colore della pelliccia è grigio brunastro con notevoli variazioni individuali, i piccoli presentano invece pelo color grigio uniforme.

Le zampe sono piuttosto corte e robuste, in particolar modo quelle anteriori, necessarie anche per lo scavo delle tipiche gallerie.

Le differenze tra i due sessi sono minime.

 

Comportamento

La marmotta è un animale a vita diurna, organizzata in gruppi familiari.

Il principale predatore è costituito dall’aquila, seguono gli altri rapaci, la volpe, la martora, il lupo e la lince. Anche cani di tagli medio-grande possono cacciare la marmotta (se avete cani grandi teneteli al guinzaglio!).

Le tipiche tane scavate nel terreno sono in realtà strutture più complesse di quello che sembra. Ad ogni tipologia di cunicolo è affidata una funzione specifica; esistono così gallerie di fuga e gallerie principali che presentano diverse concamerazioni con usi diversi: camere per il riposo notturno, per il parto, per il letargo, ecc. Ogni nucleo possiede dei veri e propri “gabinetti”, delle zone specifiche in cui vengono deposti gli escrementi all’interno di buchette. In genere le gallerie utilizzate durante l’estate sono superficiali e con più ingressi, mentre quelle utilizzate per il letargo sono più profonde e con un’unica apertura, la quale viene chiusa una volta che le marmotte vi si sono rifugiate.

La marmotta esce al mattino, per rifugiarsi nelle tane solo nelle ore più calde e al calar del sole. Trascorre il tempo cercando cibo, pulendo la pelliccia, prendendo pigramente il sole (senza neanche la crema abbronzante!), ed in attività con gli altri membri del gruppo che hanno l’importante funzione di rafforzare i rapporti sociali fra i vari componenti.

In ogni gruppo convivono un maschio ed una femmina dominante, che accettano nel nucleo familiare le altre marmotte femmina, mentre i maschi vengono allontanati dal gruppo dopo l’anno di età.

Verso la fine della bella stagione gli animali preparano un giaciglio d’erba nell’anfratto più grande e profondo della tana, dove tutte le marmotte del gruppo, dai 3 ai 15 elementi, andranno in letargo strette le une alle altre per limitare la dispersione di calore. Durante questo “lungo sonno” il metabolismo e il ritmo cardiaco rallenta fino al minimo: la respirazione si abbassa a 2-3 inspirazioni al minuto, la temperatura corporea scende dai 35° a soli 4-7°, il cuore batte 4-5 volte al minuto.

Il lungo sonno vien interrotto una dozzina di volte da brevi risvegli, questi servono in particolar modo agli animali più giovani che durante il letargo rischiano altrimenti l’abbassamento della temperatura corporea fino alla soglia letale. L’uscita dal letargo rappresenta una fase pericolosa nella vita della marmotte, in quanto è facilmente individuabile dai predatori sui banchi di neve che ancora permangono ad inizio stagione.

La marmotta produce borbottii, mormorii, squittii, abbaiamenti. Ma quello che meglio tradisce la loro presenza sono gli inconfondibili fischi che vengono emessi per segnalare un pericolo. Non tutti i fischi hanno lo stesso significato:

  • Singoli avvertono di un pericolo proveniente dall’alto (come un rapace o qualche animale che proviene dai pendii sovrastanti).
  • Una serie di fischi indicano un pericolo che arriva dal lato (una volpe, una persona).

L’intensità del fischio, che si può udire fino a quasi un chilometro, rivela invece a quale distanza si trova il predatore.

La marmotta si accoppia nel periodo primaverile (aprile-maggio) e dopo una gestazione di 33-34 giorni nascono i piccoli, generalmente da due a cinque. L’accoppiamento avviene di solito all’interno delle tane. All’interno del gruppo il maschio tende ad accoppiarsi solo con la marmotta femmina dominante la cui maturità sessuale viene raggiunta all’età di 2-3 anni.

I cuccioli vengono allattati dalla madre per circa 40 giorni ed iniziano ad uscire intorno agli inizi di luglio. Raggiungono l’indipendenza verso i due mesi.

La marmotta è un animale territoriale, che grazie alle ghiandole poste nei cuscinetti plantari delle zampe anteriori, nel muso e nella zona anale, segnala i confini. Qualora marmotte di altri gruppi invadessero il territorio vanno in scena curiosi inseguimenti e zuffe.

La vita media della marmotta alpina è di 15-18 anni.

 

Alimentazione

La marmotta è essenzialmente vegetariana nutrendosi di erbe e germogli, ma talvolta la sua dieta si allarga a qualche insetto. Essa deve accumulare durante l’estate una quantità sufficiente di grasso per mantenersi durante il letargo. Durante questo periodo consumano una minima parte del grasso di copertura ed appena uscite cercano erbe particolari che fungono da veri e propri purganti con effetti che durano fino a 15 giorni; questo provoca una notevole disidratazione ma anche l’eliminazione di tutti i residui di grasso.

Non essendo un ruminante, deve scegliere le parti vegetali più tenere (fiori e germogli) e quindi maggiormente digeribili. Adora in particolare le erbe aromatiche.

La marmotta non beve acqua direttamente ma la assume in quantità più che sufficienti con i vegetali e la rugiada.

MARMOTTA ultima modifica: 2016-06-05T22:20:01+00:00 da Amos e Elison

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