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MALGA CANIDI PER IL TROI DE PERLINA

Il candore della primavera

Chiunque è solito identificare la primavera con l’esplosione di colori che essa comporta. In questo periodo, infatti, la candida neve lascia progressivamente il posto alle variopinte fioriture.

Ma qui, nei verdi prati di malga Canidi, il colore predominante rimane sempre il bianco. Ad attendervi, però, non troverete più l’invernale paesaggio innevato, ma un’immensa distesa di narcisi, un’incredibile fioritura incorniciata dai dolci colli all’orizzonte… Sì, in certi luoghi la primavera si veste anche di bianco!

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Prealpi Trevigiane

LINK MAPPA: OpenStreetMap Troi de Perlina – narcisi ; OpenStreetMap narcisi – Malga – Praderadego ; Praderadego – Claudia Augusta Altinate prima parte ; Claudia Augusta Altinate seconda parte

PARTENZA: Piazzale Peroz – Pissol

ARRIVO: Malga Canidi

ALTITUDINE PARTENZA: 615m

ALTITUDINE ARRIVO: 1250m

ALTITUDINE MASSIMA: 1265m

DISLIVELLO IN SALITA: 650m

LUNGHEZZA PERCORSO: 10km

TEMPI DI PERCORRENZA: 3 ½ ore

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Cartine Zanetti 12 – Prealpi Trevigiane Ovest

CIME PRINCIPALI:

Col de Moi, 1358m

Monte Canidi, 1279m

Col di Varnada 1321ms

Monte Schiaffet, 1117m

Monte Crep 1309m

Da Canidi panoramica sulle cime delle Dolomiti Bellunesi

PUNTI DI RISTORO: Malga Canidi 1250m; Ristorante Ai Faggi 910m; Osteria Vin e Pit

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO: Scarpe tecniche o scarponcini, percorso più agevole con i bastoncini telescopici. Il percorso non raggiunge quote elevate pertanto non servono capi pesanti ma un impermeabile in caso di piovaschi. Il sentiero di salita non è molto frequentato ed il territorio delle Prealpi risulta alquanto popolato di zecche, si consiglia quindi di indossare pantaloni lunghi che non lasciano scoperte zone di pelle.

PERIODO RACCOMANDATO: Aprile-giugno / Settembre-ottobre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso Troi de Perlina – malga Canidi

Questa proposta di camminata percorre in salita il così chiamato Troi de Perlina, solitario e silenzioso sentiero che si inerpica tra le montagne di Valmareno lasciando di tanto in tanto ampie finestre panoramiche sulla vallata nonché sulle dirompenti montagne. Ad allietare ancor più il cammino, le fioriture di macchie furtive di iris selvatici e di vistose peonie officinalis. Ma la vera sorpresa ci attende in cima: l’incredibile scenario offerto da migliaia di narcisi dei poeti in fiore che coprono di profumato candore il Col di Varnada, offrendo uno spettacolo da non perdere. Il periodo migliore per essere certi di trovare queste essenze in fioritura è metà-fine maggio.

Per raggiungere il luogo di partenza, arrivati a Valmareno, imbocchiamo la strada che porta al passo di Praderadego. Dopo circa un chilometro abbandoniamo questa strada per deviare a sinistra in via Sach (sono segnate le indicazioni per l’agriturismo Claudia Augusta Altinate). Inizialmente asfaltata, la carrabile diventa presto sterrata (comunque ben tenuta) ed, al bivio con un capitello, teniamo la sinistra. Proseguiamo fino ad arrivare all’ultima intersecazione del sentiero 1028 (via Claudia Augusta Altinate) con la strada, dove parcheggiamo l’auto nello spiazzo. Per maggiori dettagli vedere il link mappa nel riquadro informazioni tecniche qui sopra, dove potrete scorrere a vostro piacimento la cartina.

Ignoriamo il sentiero 1028 che percorreremo al ritorno e seguiamo la stradina bianca che, in breve, termina presso le casere Lavagol. Attraversato il prato davanti alla costruzione, imbocchiamo il sentiero 1073 (Troi de Perlina) che con costante e moderata salita si addentra nel sottobosco. Alcune “finestre” tra la vegetazione ci consentono il panorama verso il Col de Moi e le cime adiacenti.

A quota 900m incontriamo la traccia 1075 (Troi del Pindol) che sulla destra si dirige verso Praderadego, costituendo una parallela più alta della via Claudia Augusta Altinate. Noi, invece, seguiamo a sinistra il sentiero 1073 che, con una decisa salita, ci fa guadagnare rapidamente quota conducendoci verso la sommità di un crinale da cui si gode di una vista panoramica su Valmareno.

Oltre alle già menzionate peonie anche le aquilegie fanno mostra dei loro fiori che ben si adeguano all’ombra presente nel sottobosco.

Raggiungiamo ora i ruderi di casera Prior, smarrita nel bosco: è da ricordare che non molti anni fa le montagne delle Prealpi erano meno boscate di adesso. Ampio spazio era infatti riservato ai pascoli per gli animali ed a malghe e alpeggi. Così probabilmente era per casera Prior che un tempo forse presiedeva ampi pascoli, nel tempo dimenticati e assaltati dalla vegetazione. Avanziamo ora tra alberi di ontano bianco che in prossimità della cima lasciano il posto ad un bosco di conifere. All’interrompersi improvviso dei fitti alberi sbuchiamo sulla stradina del sentiero TV1 che percorre la cresta di confine delle montagne a cavallo tra la provincia di Treviso e Belluno.

Purtroppo per noi, quest’oggi la visibilità è veramente limitata dalla cappa di umidità salita dalla pianura, nascondendoci l’ampio panorama che da questo punto si gode sulle dolomiti bellunesi. Voi sarete certamente più fortunati!

Ora, invece che dirigerci a destra verso malga Canidi, è d’obbligo una breve deviazione a sinistra verso Col di Varnada, per ammirare l’incomparabile spettacolo dato dalla fioritura di narcisi che tappezzano i suoi prati. Una volta visto, ogni anno sentirete la nostalgia dell’incantevole lenzuolo bianco che a metà-fine maggio ricopre questo posto!

Fermarsi dopo la salita in mezzo a questa straordinaria fioritura, circondati dalla natura e con davanti l’anfiteatro delle dolomiti bellunesi è una sensazione assolutamente da provare.

Seguiamo ora a ritroso la strada bianca e oltrepassiamo il sentiero da dove siamo saliti, diretti verso malga Canidi, posta appena sopra la linea degli alberi e dominata dai verdi pascoli. Qui, dopo la trascorsa stagione invernale, le bovine brucano la fresca erba fornendo genuino latte da cui i gestori ricavano un ottimo formaggio di malga.

Dalla malga due sono le possibili vie di discesa per Praderadego, la nostra prossima meta. La prima è Il sentiero che parte da dietro la malga, attraversa il pascolo e, superata una lama, scende con decisione fino al passo. Oppure si può percorrere la strada di servizio della malga che attraversa il versante Nord. Noi consigliamo quest’ultima, in quanto il sentiero, seguendo la linea di massima pendenza, è diventato ormai un canale di scolo delle acque che scendono dalla cima durante le piogge.

Siamo ormai arrivati sui prati di Praderadego, dove c’è la possibilità di mangiare qualcosa al ristorante Ai Faggi o alla caratteristica osteria Vin e Pit. L’importanza di questo valico nel passato è testimoniata dal passaggio di una variante della antica via romana Claudia Augusta Altinate e dalla presenza, nella strada che sale dal lato bellunese, del castello di Zumelle.

Prendiamo ora la via della discesa alla macchina, seguendo il suggestivo sentiero Claudia Augusta Altinate. Seguiamo inizialmente la strada che porta a Valmareno, superando diverse case e una sede degli alpini. Poco dopo deviamo su un sentiero a sinistra che passa in leggera discesa davanti ad un’abitazione.

Poco più avanti abbandoniamo visivamente la carrabile passandoci sotto mentre la traccia scende più rapidamente. Il sentiero Claudia Augusta Altinate diventa ora più pittoresco: stretto solco incavato sulla roccia che s’affaccia sugli scoscesi versanti della montagna. Sullo sfondo compare il piccolo abitato di Valmareno dominato dalla massiccia fortificazione di Castel Brando.

Superiamo quindi un portabandiera e un piccolo tratto attrezzato, per zelo di precauzione, con una corda d’acciaio. Oltrepassato infine un rado boschetto arriviamo all’auto concludendo così questo giro ad anello tra contrastanti profumi di fiori e formaggi di malga.

Curiosità

La via Claudia Augusta fu realizzata dai romani per mettere in contatto la pianura Padana con le regioni del Danubio in Baviera. La sua costruzione, avviata nel 15 a.C., venne ampliata e ultimata nel 47 d.C.

Dagli studi effettuati sembrerebbe che esistessero due varianti che dalla pianura si ricongiungevano presso Tridentum, antico nome dell’attuale città di Trento. Una con partenza da Ostiglia (Hostilia), ramo Padano, e l’altro da Altino (Altinum), ramo Altinate (quello che ci riguarda).

È tuttavia da ricordare che viste la scarsità di reperti archeologici e di memorie scritte, l’esatto percorso della via Claudia Augusta è alquanto ipotetico. In particolare è alquanto in dubbio il tratto Altinate.

Il toponimo Praderadego sembra derivi da “prà de radego” che in dialetto veneto significa: “prato del diverbio”, poiché, molto probabilmente, si trattava di una località contesa.

Non solo i narcisi popolano i prati di queste cime ma anche numerose specie di orchidee di montagna.

MALGA CANIDI PER IL TROI DE PERLINA ultima modifica: 2016-06-26T19:04:31+02:00 da Amos e Elison

2 pensieri su “MALGA CANIDI PER IL TROI DE PERLINA

  1. Prà de Radego deriva dal nome della divinità paleoveneta e balto-slava Radegàst,
    dio dell’onore e della guerra, che puniva i vili in guerra e i non benevolenti verso gli stranieri.
    Da ciò “radegòso” significa battagliero, che non cede in battaglia.

    Probabilmente qui esisteva un luogo di culto paleoveneto dedicato a questa divinità (come a
    Làgole di Cadore ne esiste uno al dio Trimusiàt, e a Este alla dea Reitia)

    La strada romana Claudia Augusta Altinate, terminata nel I s., fu costruita su un antico sentiero
    preesistente

    1. Grazie per le informazioni, non abbiamo mai sentito parlare della divinità Radegàst, esistono elementi che ne testimoniano il culto anche qui in Veneto?

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