Pubblicato il Pubblicato in Italia, Passeggiate (facili)

LE VOLPERE – FONTANE BIANCHE

Ascoltando il gorgoglio dell’acqua.

Se vi incamminate lungo il sentiero che costeggia il fiume Piave fino a raggiungere le Fontane Bianche, potrebbe capitarvi di incontrare quei personaggi della tradizione nostrana che spesso le moderne fiabe mettono in ombra.

Nel silenzio della natura, rotto dallo sciabordio dell’acqua, potrete udire i passi del temibile matharòl o potrete scorgere le incantevoli anguane nuotare tra le fresche acque del fiume.

Un percorso quello delle Volpere – Fontane Bianche, tra natura e tradizioni e tra storia e leggende che vi farà ancor più innamorare di questi magici luoghi, a due passi dai colli del Prosecco.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Colline del Prosecco

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA:
Percorso Piave
Anello Fontane

PARTENZA: Falzè di Piave, via Grave

ARRIVO: Fontane Bianche

ALTITUDINE PARTENZA: 95m

ALTITUDINE ARRIVO: 90m

ALTITUDINE MASSIMA: 100m

DISLIVELLO IN SALITA: 50m

LUNGHEZZA PERCORSO (giro completo): 11,5 km

TEMPI DI PERCORRENZA: ore 3

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

Tabacco 070 Il Montello – Colli Asolani – Montebelluna – Valdobbiadene

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Percorso molto semplice, bastano un paio di scarpe da ginnastica con buon grip o delle scarpe da trekking. Abbigliamento adeguato alla stagione senza necessita di vestirsi tecnico. Attenzione nei periodi piovosi: fango e piene d’acqua!

PERIODO RACCOMANDATO:
Tutto l’anno, comunque questo percorso dà il meglio nelle mezze stagioni: primavera ad autunno

 

Link galleria immagini

 

Descrizione percorso

Camminata ideale per rilassarsi nella natura, con il distensivo gorgoglio dell’acqua che ci accompagnerà lungo tutto il percorso.

È un itinerario adatto agli appassionati degli habitat acquatici e al birdwatching, oltre a contenere interessanti spunti da approfondire dal punto di vista storico.

Si tratta di una camminata molto semplice, adatta anche per famiglie con bambini, presentando un dislivello praticamente nullo ma che nel complesso si articola su una lunghezza di 11.5 km, dato che unisce due percorsi diversi. Il primo tratto si svolge accanto al fiume Piave sul sentiero delle Volpere, mentre il secondo pezzo si aggancia al percorso ecologico delle Fontane Bianche. Per chi fosse interessato alla percorrenza con bambini piccoli o volendone accorciare la lunghezza, i due spezzoni possono essere divisi in due passeggiate distinte.


 

Si attraversa una singolare porzione di territorio situata tra il fiume Piave ed il paese di Sernaglia della Battaglia, dove le acque di falda raccolte dai vicini colli e da infiltrazioni del fiume Soligo raggiungono la superficie, emergendo con caratteristiche sorgive e bolle dando così luogo ad innumerevoli torrentelli, fontane e fiumiciattoli, che vanno poi a far confluire le loro acque, prima nel Fontanon, e quindi nel Piave stesso.


 

Si parte nei pressi dell’area campeggio di Falzè di Piave, in via Grave (appena sotto il parco acquatico del Plavilandia).

Prima di intraprendere l’itinerario possiamo osservare la ricostruzione di una zattera utilizzata per il trasporto fluviale. Seguiamo quindi controcorrente le acque del Piave, fiume che da tempi remoti condiziona lo sviluppo storico di questo territorio.


 

 

Fin dai tempi preistorici infatti le numerose cavità e grotte naturali presenti nella friabile e morbida roccia di conglomerato, hanno dato rifugio a tribù di cacciatori. Questi insediamenti primitivi sono testimoniati dai numerosi ritrovamenti fatti negli antri lungo le rive. In epoche più recenti, queste stesse cavità hanno dato rifugio alle volpi, da qui il toponimo locale “le Volpere”, con cui viene chiamata la zona.


 

Nel greto del Piave la ricchezza di selce, pietra che veniva lavorata per la costruzione di armi e attrezzi primitivi, ha contribuito all’insediamento delle prime presenze umane del luogo

L’importanza storica dell’area si è mantenuta nel corso dei secoli dal momento che il fiume fungeva da vera e propria autostrada di collegamento tra Alpi e pianura, nonché tra Europa centrale e l’area Padana.

Dapprima centro di smistamento di rame e bronzo (venivano trasportati lungo il fiume manufatti prelavorati che qui venivano elaborati e finiti) poi, ai tempi della Repubblica serenissima di Venezia, divenne preponderante il trasporto del legname. Ma non solo, anche cereali, vini ed altri prodotti delle campagne partivano per raggiungere la laguna, insieme ai minerali che giungevano dalle miniere cadorine.

Insomma, l’area di Falzè di Piave era un vero e proprio centro di smistamento.

Gli “zattieri” trasportavano tronchi e minerali attraverso le zattere in legno, che venivano organizzate in più moduli, attaccate in modo simile ad un trenino. Arrivati al porto fluviale di Falzè, gli zattieri abbandonavano il carico ai colleghi, che avrebbero portato i materiali fino alla laguna. Le zattere venivano quindi smontate (essendo composte da tronchi erano esse stesse della merce) e gli “zattieri” tornavano verso Nord a piedi, attraversando gli strategici passi degli attuali Praderadego e San Boldo.

È da ricordare, inoltre, che il fiume Piave, sacro alla Patria, ha più volte costituito una barricata difensiva dalle invasioni straniere: dai famosi eventi della prima guerra mondiale, alle invasioni dei turchi, che per ben due volte furono fermati dalle piene del Piave dopo aver invaso il Friuli e parte del Cenedese.

Ma riprendiamo il percorso…

Il sentiero porta fino al punto in cui le acque del Piave raccolgono quelle del Fontanon, per poi addentrarsi verso il territorio delle Fontane Bianche. Quest’ultimo toponimo deriva chiaramente dalla limpidezza delle acque che qui fuoriescono dopo essere state pulite e filtrate dalle rocce attraversate lungo il percorso sotterraneo.

L’acqua sbuca un po’ ovunque, alcune volte con le classiche sorgenti che sgorgano da fessure nella roccia, altre volte semplicemente trasudando dal terreno o con frizzanti bollicine che risalgono da sotto i torrenti.

Come tutte le oasi ricche di acqua, anche qui la fauna ed in particolare gli uccelli sono numerosi, e se è assai facile avvistare gli aironi cinerini con i loro lento e placido volo, è meno probabile ma non impossibile vedere qualche martin pescatore.

Risaliamo ora lungo la sponda del Fontanon fino ad incrociare una stradina che prosegue sulla destra in leggera salita.

Qui finirebbe il percorso delle Volpere, ma noi proseguiamo per congiungerci a quello delle Fontane Bianche.

Finita la piccola salita, e tralasciando la sterrata che diparte sulla destra per campi, arriviamo in prossimità di un gruppo di case. Appena dopo averle superate, lasciamo la stradina per prendere un tratturo sulla sinistra che ci porta in lieve discesa lungo alcuni coltivi. Arriviamo quindi ad incrociare una strada bianca che seguiremo a sinistra e che ci porta fino al punto di partenza per l’anello delle Fontane Bianche.


 

Superiamo due ponticelli ed iniziamo il nostro percorso in senso antiorario. Durante l’itinerario troveremo segnalate alcune deviazioni che ci consentiranno di raggiungere strategici punti di osservazione dell’avifauna.

Attraversiamo anche alcuni campi chiusi tipici degli adiacenti Palù, i quali devono il loro nome all’omonima erba, che qui cresce abbondante ed è rappresentata da diverse specie graminacee di carex.

I Palù vanno a comporre una caratteristica zona di circa 1000 ettari, considerata come uno dei paesaggi rurali meglio conservati d’Europa. Essa era in passato un’area paludosa in seguito bonificata sotto il controllo dei monaci benedettini di S. Bona.


 

A livello floreale si possono ammirare numerose specie acquatiche o palustri, come l’iris giallo, la menta d’acqua, il ranuncolo d’acqua e molte altre ancora. Non è raro anche imbattersi, specie nelle ore meno frequentate, nel gruppetto di caprioli che scorrazza per la zona, mentre gli alberi danno rifugio a scoiattoli, ghiri, moscardini e picchi.

Mentre le limpide acque sono colonizzate da rane, rospi, salamandre e tritoni, comuni e crestati.


 

Il sentiero ci riporta esattamente al punto di attacco nei pressi dei due ponticelli e da qui rientriamo all’auto seguendo il percorso dell’andata.

LE VOLPERE – FONTANE BIANCHE ultima modifica: 2018-03-16T18:42:46+00:00 da Amos e Elison

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *