Pubblicato il Pubblicato in Escursioni (faticose), Italia

LAGO VOLAIA – VALENTIN TÖRL

Lo specchio del passato.

Ci sono dei luoghi che restano impressi nella memoria perché sanno trasmettere un’immagine di purezza. Tra questi, senz’altro si annovera il lago Volaia, nel cuore delle Alpi Carniche.

Grazie ai numerosi fossili facilmente rinvenibili lungo le sue sponde è possibile fare un tuffo nella storia di remote epoche geologiche. Ma soprattutto, grazie alla limpidezza dell’acqua e alla candida roccia delle montagne, è cosa certa rimanere pervasi dalla sensazione di pace che qui alberga.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Friuli Venezia Giulia – Alpi Carniche

COME ARRIVARE: Mappa auto

MAPPA: OpenStreetMap prima parte ; OpenStreetMap seconda parte

PARTENZA: Rifugio Tolazzi

ARRIVO: Wolayersee Hütte

ALTITUDINE PARTENZA: 1350m

ALTITUDINE ARRIVO: 2138m

ALTITUDINE MASSIMA: 2270m

DISLIVELLO IN SALITA: 950m

LUNGHEZZA PERCORSO: 13 ½ Km

TEMPI DI PERCORRENZA : Ore 5 ½

PUNTI DI RISTORO:
Rifugio Tolazzi 1350m
Rifugio Lambertenghi Romanin 1955m
Wolayersee Hütte 1959m

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Tabacco 01 Sappada – S.Stefano – Forni Avoltri

CIME PRINCIPALI:
Monte Coglians – Hohe Warte, 2780m
Monte Capolago – Seekopf, 2554m
Monte Canale, 2540m
Sasso Nero, 2468m
Monte Volaia – Volayer Kopf, 2470m

LINK RIFUGIO: Rifugio Lambertenghi Romanin ; Wolayersee Hütte

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO:
Wolayersee Hütte: +43 (0)720 346141;
Rifugio Lambertenghi Romanin: +39 0433 786074 / 331 1691591
Rifugio Tolazzi: 0433 72221

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Per quanto riguarda le calzature sono vivamente consigliati gli scarponi, visto il terreno pietroso. Da portare nello zaino anche capi caldi dato il microclima fresco del lago, dove la temperatura può essere notevolmente inferiore a quella del fondovalle.

PERIODO RACCOMANDATO: Fine giugno – fine settembre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

6 settembre

Escursione che ci porta al lago alpino Volaia, in cui si specchiano le imponenti pareti calcaree delle Alpi Carniche.

Dal centro di Forni Avoltri percorriamo con l’auto la strada che porta a Collina e proseguiamo fino al rifugio Tolazzi a 1350m, dove è disponibile un ampio parcheggio.

Iniziamo il percorso sulla stradina bianca che parte dietro il rifugio quindi, nei pressi di un tornante, lasciamo sulla destra la strada che si dirige al rifugio Marinelli per tenere invece la sinistra e addentrarci nel canalone che scende dal passo Volaia.

Superati alcuni tornanti che ci permettono di lasciare alle nostre spalle i primi 100 metri di dislivello, possiamo scegliere se proseguire per la carrozzabile, più dolce, o prendere il sentiero che si stacca sulla destra, più ripido e diretto. Noi tagliamo per quest’ultimo (segnavia 144), continuando a camminare sotto i pendii rocciosi del monte Coglians 2780m.

Il percorso in realtà non ci entusiasma e si rivela abbastanza brullo ma, lontani dal desistere, procediamo attraverso il letto incavato del rio Landri. Superato il torrente ritroviamo la strada, che qui termina per lasciare spazio al solo sentiero. Arranchiamo ancora in salita per la gola, trascuriamo la traccia che porta al sentiero attrezzato Spinotti sulla destra e, superata una sorgente, arriviamo infine al rifugio Lambertenghi Romanin a 1955m di quota. L’aria più fresca proveniente dall’alto ci rivitalizza e con facilità avanziamo sugli ultimi metri di salita che ci separano dal passo Volaia, punto di confine con l’Austria.

Ed ecco! Davanti a noi compare l’incantevole lago Volaia che merita tutto il poco entusiasmante percorso di salita. Con la sua forma che ricorda quella di un cuore, questo lago alpino si trova incastonato tra i rocciosi gruppi del monte Coglians ad est ed il circolo dei monti di Volaia ad ovest.

Qui, anche in piena estate è possibile trovare refrigerio e pace, grazie alle continue correnti di aria fresca a cui il varco è soggetto.

E se questa allevia il fisico dalle pene della calura estiva, il colpo d’occhio del paesaggio del lago Volaia acquieta lo spirito.

Le acque del lago non superano mai i 12° di temperatura e rimangono ghiacciate per circa 6-7 mesi all’anno. La scarsa profondità (in due terzi del lago si mantiene inferiore ai 5m) regala delle tonalità poco cupe che nelle giornate di cielo terso ben riflettono l’azzurro del cielo. Il livello dell’acqua viene mantenuto costante dalle frequenti precipitazioni che in questa zona raggiungono i 2000-2500mm l’anno.

Il lago Volaia riempie per 3.8 ettari una dolina profondamente rimodellata dal ghiacciaio del Volaia durante l’ultima era glaciale. Questo specchio d’acqua conta due emissari, che essendo sotterranei non sono visibili, si tratta della fontana che si trova appena al di sotto del rifugio Lambertenghi e di un’altra sorgente d’acqua dentro al confine austriaco.

Scendiamo dal passo per accostare il lago Volaia, procedendo in senso antiorario lungo le sue rive e camminando su ghiaie e rocce detritiche ai piedi della cima del Coglians. Sulla sponda opposta si trova il rifugio austriaco Wolayersee.

Giunti circa a metà lago, imbocchiamo il sentiero che devia a destra per inoltrarsi in una stretta valletta. Si tratta di una vera e propria ghiacciaia nascosta, dove con meraviglia troviamo un nevaio perenne, dalle dimensioni variabili di anno in anno ma solitamente grande quanto un campo da calcio e spesso qualche metro. La posizione racchiusa e il fresco microclima del posto impediscono alla neve di sciogliersi del tutto. È incredibile e appagante trovare in piena estate una simile quantità di neve e refrigerio.

Marciamo quindi sopra la neve per raggiungere la forcella Valentin Törl, da dove ammiriamo la lingua di neve protendersi verso il lago Volaia. Sull’altro versante invece l a forcella si affaccia su ripidissime pareti di roccia che formano un paesaggio aspro e forte, alla cui base altri piccoli nevai resistono all’aggressione dei raggi solari.

Da qui proseguiamo in salita sulla sinistra, dove il sentiero scavalca dei massi di roccia con alcuni scalini di ferro: niente di difficile ma prestate comunque attenzione.

Tra le rocce ci alziamo sopra i 2200m di quota, per poi trovare dolci pendii erbosi. Il tragitto in questo punto dovrebbe essere assai panoramico sul caratteristico circo di roccia dei monti di Volaia e sul relativo lago più in basso. Purtroppo per noi però, il mal tempo ci raggiunge e basse nubi ci nascondono la visuale.

Per chi volesse, con 200m di dislivello in più, è possibile raggiungere la cima del Rauchkofel sulla destra, ancor più panoramica dall’alto dei suoi 2460m. Attenzione a non seguire troppo alla lettera la carta Tabacco che segna l’arrivo alla cima da destra quando invece il sentiero arriva in prossimità della vetta da sinistra.

Noi, delusi dalle grigie nubi che ci si prospettano davanti, cominciamo a scendere tra i pascoli verso il rifugio austriaco Wolayersee. Tornati in prossimità del lago percorriamo il lungo riva opposto rispetto all’andata e, giunti nuovamente al passo di Volaia, ci apprestiamo alla discesa per lo stesso percorso della salita.

Ma non prima di esserci fermati a cercare fra le rocce qualche fossile di cui la zona è ricca. Infatti ben 400 milioni di anni fa il Monte Coglians dominava una magnifica barriera corallina con una ricca fauna. Invidiabile storia di questo pilastro di calcare che in epoche remote come oggi si eleva su incantevoli paesaggi.


 

Curiosità

Per gli appassionati di geologia, la zona del lago Volaia rappresenta un vero e proprio paradiso. Gli esperti sostengono che per trovare un sito altrettanto ricco di fossili delle antiche scogliere coralline del Devoniano, bisogna viaggiare fino all’Africa sahariana o in Nevada.

Il monte Coglians oggi la vetta più alta del Friuli Venezia Giulia e delle Alpi Carniche, si ergeva già 400 milioni di anni fa per dominare un segmento della barriera corallina posta a guardia dell’Oceano Paleotetide non lontano dagli Urali, dalla Kazakhstania e dagli arcipelaghi del Tien-Shan e delle Cine. Questa antica barriera corallina non aveva nulla da invidiare a quelle odierne dell’Australia e dell’Oceano Indiano. Più di mille dei suoi quasi 3000 metri questa montagna li deve alla crescita e all’accumulo dei resti corallini.

Le rocce che compongono le montagne della Carnia sono tra le più antiche presenti in Italia e nelle Alpi. La Carnia e la Sardegna sono le uniche aree dove sono presenti tutte le serie stratigrafiche delle rocce del paleozoico. Le montagne di Collina offrono quindi un vastissimo campo per la ricostruzione delle ere geologiche. Sono generalmente fossili che risalgono all’ordoviciano (cui appartengono in prevalenza i trepostomidi, branchiopodi: orthis, parambonites e dalmarella) i trilobiti e i cistoidi; al gotlandiano (orthoceras) al devonico (stromatopore, i brachiopodi e i crinoidi).

L’area è altresì ricca anche di rocce marmoree, come attestano i candidi massi che punteggiano le pietraie e la vicina cava di marmo.

LAGO VOLAIA – VALENTIN TÖRL ultima modifica: 2016-05-21T23:26:46+02:00 da Amos e Elison

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