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LAGO DI TOBLINO

La dimora delle fate.

C’era una volta, in una valle incantata, un limpido e placido lago nelle cui acque si specchiava un maestoso castello. Grazie alla sua posizione privilegiata nella piccola penisola lacustre, il maniero era totalmente inespugnabile, finché un giorno….

Sembrerebbe l’inizio di una bella favola, vero? Una di quelle magiche, con scenari che al massimo si vedono in qualche film. Eppure, nella valle dei Laghi, questo luogo è realtà!

Ecco a voi il lago di Toblino.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Trentino – Valle dei Laghi

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA: Mappa prima parte ; Mappa seconda parte

PARTENZA: Strada Statale 45 bis parcheggio lago di Toblino

ARRIVO: Castello di Toblino

ALTITUDINE PARTENZA: 260m

ALTITUDINE ARRIVO: 260m

ALTITUDINE MASSIMA: 325m

DISLIVELLO IN SALITA: 100m

LUNGHEZZA PERCORSO:

Percorso sponda occidentale: circa 2,5 km (solo andata)

Giro completo: circa 8 km

TEMPI DI PERCORRENZA:

Percorso sponda occidentale: Ore 1 – 1 ½ (andata e ritorno)

Giro completo: Ore 2

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

Tabacco Valle del Sarca – Arco – Riva del Garda 055

CIME PRINCIPALI:

Monte Garzolet, 961m
Monte Casale, 1631m
Monte Ranzo, 1835m
Monte Vason, 1581m
Montesel, 1729m
Il Palone, 2096m
Cima Verde, 2102m
Dosso d’Abramo, 2133m
Cornetto, 2180m

PUNTI DI RISTORO: Ristorante Castel Toblino ; Bar castello di Toblino

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:

Itinerario facile e poco impegnativo. È sufficiente un abbigliamento comodo ed adeguato alla stagione. Come calzature bastano delle scarpe da ginnastica con una buona suola.

PERIODO RACCOMANDATO: Da aprile a giugno; da settembre a fine ottobre.

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso lago di Toblino

23 aprile

All’alzarsi del sole, le brume mattutine si diradano rivelando le armoniose linee rinascimentali del Castel Toblino, immagine specchiata dalle placide e fredde acque del lago.

Si tratta di uno dei posti più romantici e affascinanti del Trentino: punto focale, proprio l’elegante figura del castello. Un luogo d’incanto che da tempi lontani seduce gli osservatori, tanto da essere considerato, nelle credenze popolari del passato, un luogo abitato dalle fate.

Un panorama alla portata di tutti, adatto vista la semplicità del percorso anche alle famiglie con bambini. Infatti, esso si svolge pressoché in piano su facili passerelle in legno predisposte sulle sponde del lago. Unico “neo” di questa passeggiata è l’eccessiva vicinanza alla trafficata strada statale (praticamente si cammina affiancati alla via asfaltata); questo toglie certamente parte della notevole magia e suggestione del posto, pur rimanendo comunque un luogo “che lascia il segno”. Miriadi di automobilisti di passaggio abbandonano il proprio mezzo sulla prima piazzola libera, magnetizzati dalla romantica ed indimenticabile visione del castello sul lago.

Chi vuole godere della sublime vista senza alcuna fatica può seguire il sentiero segnalato che percorre la sola sponda occidentale la quale, comunque, racchiude le visuali più belle che danno sul castello. In questo caso la salita è praticamente nulla, essendo il percorso completamente in piano. A chi invece vuole allungare il tragitto proponiamo di seguirci sulla riva orientale, tra vecchi ulivi e vigneti. Ci addentreremo così nella vocata zona di produzione del vino santo Trentino.

Iniziamo!

Si può lasciare l’auto nel piccolo parcheggio che si trova affianco alla rotonda nel punto più settentrionale del lago di Toblino, dove questo si congiunge con quello di S. Massenza.

Una volta parcheggiato, basterà attraversare la strada per trovare l’inizio del percorso. Cartelli esplicativi sulle caratteristiche tipiche del luogo ci accompagneranno lungo il tragitto fino al castello.

Un percorso che ammalia ad ogni passo mentre la vista si apre sul lago e sulla verde e boscosa riva orientale. Ad est ed in direzione sud, invece, le ripide pareti rocciose delle montagne terminano d’improvviso nel fondo della valle.

Questo specchio d’acqua è diventato rifugio per una numerosa fauna che tipicamente popola i laghi d’acqua dolce. Sono infatti inevitabili incontri ed avvistamenti con anatre, cigni, folaghe, gallinelle d’acqua e germano reale; mentre più difficili da vedere ma non per questo impossibili sono lo svasso maggiore, l’airone cinerino e l’usignolo di fiume. Le acque del lago sono invece popolate da trote. La zona è infatti protetta dal biotopo lago di Toblino, istituito per garantire un’adeguata salvaguardia di questo prezioso habitat.

Per quel che riguarda la flora, vi è quella tipica delle zone ricche d’acqua, unita ad essenze inequivocabilmente mediterranee: la valle dei Laghi presenta un clima eccezionalmente mite per la sua latitudine, soprattutto se si considera che si tratta di un ambiente montano. Molte specie trovano qui uno dei loro areali più settentrionali.

Il clima viene mitigato dalla soleggiata esposizione e dalla vicina presenza del lago di Garda.

Risulterà quindi un po’ anomalo passare sotto a magnifici esemplari di leccio e, come vedremo più avanti, anche ad antichi alberi di olivo.

Una menzione a parte meritano le acque del lago di Toblino, che sono fredde e alquanto inospitali per la microflora e microfauna. Questo è dovuto all’immissione delle gelide acque di scioglimento dei ghiacciai provenienti dalla centrale idroelettrica di Santa Massenza.

Il tracciato segue la riva fino ad arrivare, tra qualche canneto, in prossimità di Castel Toblino: magnifico maniero incorniciato da allegre fioriture che domina lo spettacolare paesaggio lacustre dell’omonimo lago.

Sosta obbligatoria al bar del castello, dove ci concediamo sereni attimi di relax sul terrazzo prospiciente al lago. Ricordiamo anche, per chi fosse interessato, che il castello ospita un rinomato ristorante.

Ripreso il cammino veniamo subito fermati dal gratificante avvistamento di una tartaruga d’acqua dolce che, non troppa fiduciosa delle nostre intenzioni, decide di cercare di mimetizzarsi per poi darsi ad una più strategica fuga.

Al termine della sponda occidentale finisce il percorso guidato. Qui comincia il tragitto riservato ai più avventurosi che prosegue fino a ricollegarsi con la riva opposta.

Dapprima camminiamo sul marciapiede fino al centro del vicino paese di Sarche poi, superata la chiesa, seguiamo la strada principale che piega sulla sinistra. Alla successiva rotonda prendiamo via Longa a sinistra, strada che si immerge tra i vigneti.

Ricordiamo che qui si produce il tipico vino santo trentino, ricavato dall’appassimento delle uve del vitigno autoctono Nosiola. La zona è infatti particolarmente vocata a livello vinicolo grazie alla favorita esposizione ed ai terreni asciutti e ricchi di scheletro.

Alla fine della via percorriamo il ponte che scavalca l’emissario del lago e prendiamo la strada sterrata che parte a sinistra appena dopo il ponte e che affianca il torrente.

Vetusti alberi di ulivo dai tronchi corrugati e modellati dal tempo crescono ai bordi della strada, che continua in leggera salita.

Agli ulivi si alternano i vigneti, mentre ai limiti delle coltivazioni si estende una boscaglia con specie tipiche della macchia mediterranea… Incredibile davvero!

Sui prati e lungo il confine del bosco poi, spiccano le orchidee di montagna con le loro vistose fioriture

Ci colleghiamo ad una strada asfaltata e giriamo a sinistra: la stradina zigzaga tra gli ordinati vigneti, mentre il grigio fogliame di qualche ulivo fa capolino tra le viti: il bosco racchiude questo sereno paesaggio agreste.

Poco dopo aver oltrepassato un casale, la strada comincia a scendere e, con qualche tornante, perde quota fino a raggiungere un allevamento di trote. Da qui, in un attimo siamo nuovamente sulla statale e quindi all’auto.

LAGO DI TOBLINO ultima modifica: 2017-06-20T20:45:13+02:00 da Amos e Elison

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