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GROTTE DEL CAGLIERON

Quando uomo e natura costruiscono insieme.

L’acqua affascina. La sua forza dirompente è capace di ammaliare, i suoi giochi e salti sanno dare il giusto movimento ai più incantevoli paesaggi montani. Le Grotte del Caglieron non fanno eccezione.

La straordinaria bellezza della cascata, l’alone di mistero dato dall’oscurità delle grotte e l’avventuroso percorso sospeso sulle passerelle in legno vi faranno credere di essere, come in un film, alla ricerca di un fantomatico tesoro. Quale? L’emozione che queste grotte sapranno suscitare in voi.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Prealpi trevigiane

LINK MAPPA: Come arrivare

PARTENZA: Parcheggio Fregona

ARRIVO: Grotte del Caglieron

ALTITUDINE PARTENZA: 180m

ALTITUDINE ARRIVO: 150m

ALTITUDINE MASSIMA: 180m

DISLIVELLO IN SALITA: 50m

LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno): circa 1km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore ½ 

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Tabacco 012 Alpago – Cansiglio – Piancavallo – Valcellina

PUNTI DI RISTORO: Ristorante da Nereo Alle Grotte

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Nonostante la semplicità del percorso sono consigliate delle calzature con buon grip (scarpe da trekking), in quanto tratti della passerella possono essere scivolosi se bagnati o ghiacciati. Per il resto la visita non richiede abbigliamento tecnico particolare.

PERIODO RACCOMANDATO:
Tutto l’anno. Nei periodi invernali più freddi alcune volte il percorso viene chiuso per presenza di lastre ghiacciate e stalattiti di ghiaccio.

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

26 novembre / 7 gennaio

Questo caratteristico luogo, celato dalle Prealpi della Marca Trevigiana, rappresenta un’ottima occasione per rilassarsi nella natura, visitando nel contempo qualcosa di insolito.

La passeggiata è molto breve e facile, adatta a tutti.

Le grotte del Caglieron sono affascinanti in tutte le stagioni. In estate conservano un po’ di frescura data dalla presenza di acqua sorgiva e dalla posizione infossata; anche se sconsigliamo di visitarle durante i giorni estivi di massima affluenza in quanto diventano davvero affollate.

Con la rigida stagione invernale e temperature sotto allo zero si ha, invece la, formazione di innumerevoli stalattiti di ghiaccio che rendono ancor più intrigante questo luogo.

Attenzione però: qualche volta, in caso di formazione di lastre di ghiaccio, parte del tragitto centrale viene chiusa per ragioni di sicurezza.

Ma sono le mezze stagioni, con la loro abbondanza d‘acqua ad esaltare davvero la bellezza di queste grotte.

La passeggiata si snoda nel comune di Fregona, presso la località Breda (il link alla mappa è indicato nelle informazioni tecniche).

Una volta parcheggiato, purtroppo a pagamento, prendiamo la passerella che attraversa il torrente Caglieron. Scendiamo quindi verso il rivo d’acqua passando sotto la strada provinciale; arriviamo così ad un primo spiazzo, dove, sulla destra troviamo una delle cavità più grandi.

La particolare conformazione delle Grotte del Caglieron è stata plasmata nel tempo sia dalla natura che dall’uomo; è proprio dall’interazione di queste due “forze” che è nato questo monumento paesaggistico.

L’opera umana è ben visibile nelle prime cavità. Qui, gli abili scalpelli dei lavoratori hanno inciso la morbida e chiara roccia per ottenere lastre destinate poi a diventare stipiti e architravi. Questi ancora oggi decorano case e palazzi antichi dei dintorni, in particolare nella vicina Vittorio Veneto.

Le rocce sedimentarie composte da arenarie, marne e calcare (piera dolza nel dialetto locale) venivano estratte già intorno al 1500. Per assicurarsi la robustezza della struttura, nella roccia scavata erano lasciate delle grandi colonne di supporto, tutt’ora visibili.

Sono proprio queste a catturare lo sguardo nella cavità artificiale sulla destra. A sinistra vi è, invece, la grotta di San Lucio, usata ora dalla cooperativa Agricansiglio per la stagionatura del formaggio “Grotte del Caglieron” (pubblicheremo a breve un articolo su questo prodotto tipico).

Lo spiazzo termina con una sporgenza che domina dall’alto la forra naturale, creata dal torrente con un opera di lenta erosione della roccia risalente a tempi antichi e tutt’ora in atto.

Seguiamo quindi il percorso obbligato, per scendere attraverso un’altra grotta artificiale ed infine immergerci nella profondità del piccolo canyon naturale del Caglieron. Qui possiamo goderci gli affascinanti giochi d’acqua creati dal susseguirsi di cascatelle e marmitte fluviali.

Un doveroso encomio va a chi ha realizzato le passerelle sospese, utilizzando rami, tronchi e legno grezzo anziché elementi più discordanti con l’ambiente come lastre di alluminio o tavole di legno lavorate. Queste “grezze” passerelle donano ulteriore intrigo e fascino al percorso, pur non essendo di facile manutenzione o durata.

Proseguendo, le pareti di roccia si “chiudono” sopra di noi, dando la sensazione di entrare in una vera e propria galleria… In realtà le concrezioni calcaree provocate dallo sgocciolamento di quest’acqua dura sono cresciute nel corso dei secoli fino a chiudere tutti i vuoti.


 

 

 

Al nostro fianco il costante gorgoglio del torrente, che ci conduce fino all’uscita di questo tunnel calcareo. La luce divampa all’improvviso dopo l’oscurità della grotta e procediamo lungo le passerelle in legno fino ad arrivare ad un vecchio mulino, ora trasformato in un ristorante.


 

Ci congiungiamo quindi ad una stradina che, con qualche passo in discesa, ci conduce ad un’altra ruota di mulino. Infine, torniamo sui nostri passi seguendo la stradina in salita, superiamo un carinissimo borghetto di case in pietra sulla destra, finché, di lì a poco, incrociamo la strada asfaltata.


 

 

GROTTE DEL CAGLIERON ultima modifica: 2017-01-23T17:33:22+00:00 da Amos e Elison

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