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COSTRUIAMO IL NOSTRO FUTURO – II parte

Produzioni tipiche  e diversità alimentare.

 
Si parla ancora di…

Le produzioni industriali su larga scala dell’ultimo secolo hanno portato ad un miglioramento di vita rendendo possibile il largo consumo dei beni più svariati. Attualmente grandi quantità di merci vengono prodotte da un numero sempre minore di aziende; un processo che continua tutt’ora, e che vede le aziende più grandi riunirsi in corporation multinazionali. Queste commerciano capillarmente i loro prodotti in tutto il mondo: questa non è altro che la tanto chiacchierata globalizzazione.

Analogo sistema vede impegnata l’agricoltura e la trasformazione degli alimenti, basti pensare che oggigiorno circa 30 specie di piante coprono il 95% del fabbisogno nutritivo mondiale.

 
L’unicità dell’ambiente montano-collinare

Per l’industria e l’agricoltura intensiva di larga scala la montagna è sempre stato un ambiente scomodo data la sua complessa e disforme morfologia (pendenze, terreni uniformi di piccole dimensioni, ecc).

Così l’ambiente montano e collinare è diventato il rifugio per eccellenza di habitat naturali ricchi di innumerevoli specie animali e vegetali. Da ricordare che poco tempo addietro era la pianura che, data la sua fertilità intrinseca più elevata, sosteneva folti boschi e conseguentemente una biodiversità vivente più elevata. Non solo, ma la montagna presenta un numero infinito di microclimi limitati a piccole aree. Quindi, la selezione delle varietà migliori per una determinata valle ha seguito strade molto diverse da quelle delle vallate adiacenti, aumentando di molto il numero delle varietà coltivate. In pianura invece la maggior stabilità e uniformità del clima hanno permesso una diffusione più veloce di pochi ibridi standard con produttività omogenee.

È per questi motivi che la montagna riesce a mantenere una diversità più articolata rispetto ad altre aree, presentandosi come un ambiente ricco di nicchie ecologiche e tipicità.

 
Il mondo è bello perché è vario

Quante volte abbiamo sentito il detto: “il mondo è bello perché è vario!”.

Forse, però, non sentiremo più queste parole nel nostro prossimo futuro. Stiamo infatti assistendo ad un livellamento voluto dalle necessità industriali di abbattimento dei costi: la produzione di grandi numeri di prodotti uguali determina maggior profitti. Tale realtà, come già detto, si ripercuote anche a livello alimentare dato che sempre più produzioni tipiche legate a piccole porzioni di territorio cadono nell’oblio.

A nostra opinione la diversità rappresenta un valore determinante per il benessere e quindi la sua perdita pesa a nostro discapito. Pensate solo a quando andate in ferie: ogni giorno diviene speciale anche per la scoperta di qualcosa di nuovo, mentre tutto quello che diventa routine o quotidianità inevitabilmente perde di valore… Non è quindi bello sostenere le tipicità locali, ognuna con la propria diversità e tradizione gastronomica da assaggiare e scoprire?

Siamo noi comunque, con le nostre scelte, che costruiamo l’ambiente che ci circonda. Vogliamo un mondo in “bianco e nero”, livellato dalla globalizzazione e pieno di alimenti avvelenati da additivi e pesticidi? O vogliamo un mondo pieno di sfumature, di varietà e colori?

È con le nostre preferenze che potremmo condizionare e scegliere il mondo in cui vivere!

COSTRUIAMO IL NOSTRO FUTURO – II parte ultima modifica: 2017-02-14T18:01:16+00:00 da Amos e Elison

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