Pubblicato il Pubblicato in Escursioni (faticose), Svizzera

CABANE DU GRAND MOUNTET

Al cospetto della Corona Imperiale.

È vero, sembra un nome un po’ altisonante, eppure, una volta giunti a Cabane du Grand Mountet, quando il paesaggio si mostra in tutta la sua bellezza, si comprende quanto questo titolo sia in realtà azzeccato.

Dal rifugio è possibile vedere le più alte cime della valle la cui particolare collocazione a ferro di cavallo rievoca l’immagine di una corona… Un panorama che davvero vale la lunga salita.

In un attimo dimenticherete la stanchezza dell’escursione e chissà, magari anche voi vi sorprenderete ad inchinarvi davanti alla maestosità che solo la natura sa creare.

 

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: vallese, Val d’Anniviers

LINK MAPPA: OpenStreetMap

PARTENZA: Zinal

ARRIVO: Cabane du Grand Mountet

Altitudine partenza: 1675m

Altitudine ARRIVO: 2886m

Altitudine MASSIMA: 2886m

DISLIVELLO IN SALITA: 1300 metri

LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno): 24 km

TEMPI DI PERCORRENZA: Andata ore 5 ½; ritorno ore 4 ½

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Kompass 115 val d’Anniviers val d’Herens

CIME PRINCIPALI:
Dente Blanche, 4356m
Zinalrothorn, 4221m
Obergabelhorn, 4063m
Grand Cornier, 3962m

PUNTI DI RISTORO: Cabane du Grand Mountet

LINK RIFUGIO: http://www.cas-diablerets.ch/mountet.htm

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO: 021 320 70 70

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Scarponi, giacche a vento e capi caldi.
Può capitare di partire dal fondo valle con temperature torride ed arrivare al rifugio con temperature appena al di sopra dello zero.

PERIODO RACCOMANDATO:
Da metà luglio a metà settembre.
Nel periodo estivo il rifugio è aperto da fine giugno a metà settembre.
Per gli appassionati di sci d’alpinismo, il rifugio è aperto anche nel periodo invernale da fine marzo a fine maggio.

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

È mattino presto quando arriviamo a Zinal, ultimo paese della verde Val d’Anniviers; posteggiata la macchina nell’ampio parcheggio appena al di fuori del centro abitato ed infilati gli scarponi, siamo pronti per iniziare questa entusiasmante, incredibile escursione.

Cercando di non pensare agli oltre mille metri di dislivello ed ai più di dieci chilometri in salita, ci avviamo lungo la strada che costeggia la riva destra del torrente Navisence, su un pianoro alluvionale che ci consente di scaldare i muscoli.

In breve però, la stradina comincia ad inerpicarsi e, lasciata sulla destra una piccola cascata, arriva in località Le Vichiesso a quota 1862 m s.l.m.

Il percorso qui va in leggera discesa per poi deviare a sinistra verso il ponte sul Navisence; proseguendo dritti, invece, si arriverebbe al rifugio Cabane du Petit Mountet, posizionato sulla morena di detriti lasciata dal ghiacciaio.

Raggiunta la riva sinistra del torrente, dove già la cima Grand Cornier (3962 m) e i suoi due piccoli ghiacciai ci offrono qualche bello scorcio, inizia la lunga e ripida salita sul versante est della valle.

Impossibile non notare la chiara e demarcata linea che delimita la morena glaciale: rocce e materiale detritico si estendono a vista d’occhio, almeno finché la vegetazione non conquisterà il terreno. Poco più in alto, ciò che resta del ghiacciaio di Zinal: ghiaccio ricoperto da pietrisco, ovvero l’ultimo stadio prima della scomparsa poiché ormai privo di spinta di neve dall’alto.

Sarebbe possibile giungere alla nostra meta anche partendo da Cabane du Petit Mountet e attraversando il ghiacciaio in questione, tuttavia tale percorso è vivamente sconsigliato in quanto la ritirata dei ghiacci, lasciando senza collante tutti i detriti precedentemente trascinati a valle dal ghiacciaio stesso, aumenta esponenzialmente il pericolo di caduta massi.

Per fortuna le fioriture sui prati e il panorama che si apre sulle cime gelate ci distraggono dalla triste immagine del morente ghiacciaio, e la comparsa della piramide del Dent Blanche (4357 m.) attrae tutta la nostra attenzione.

Siamo ormai arrivati attorno alla quota di 2500m quando il sentiero scende di qualche decina di metri per superare un canalone con un caratteristico passaggio coperto, forse per evitare eventuali cadute di massi.

Lungo la successiva salita sono state predisposte delle funi di supporto per i punti più ripidi, anche se, in realtà, sono abbastanza superflue poiché il tratto non presenta alcuna difficoltà tecnica.

Il sentiero prosegue ora con un andamento pianeggiante per poi riprendere a salire sul pendio, mettendo a dura prova la nostra determinazione… Appena girato il costone, però, il percorso ci regala un panorama così mozzafiato da far scomparire del tutto la fatica e negli ultimi cento metri di quota quasi ci sembra di volare.

Finalmente scorgiamo il rifugio a cui fa da sfondo la bellissima cima dell’Obergabelhorn con i suoi incredibili ghiacciai pensili pieni di seracchi.

Eccoci, dunque, al cospetto della Corona Imperiale, una serie di montagne disposte a ferro di cavallo alla fine della Val d’Anniviers, dei colossi delle Alpi occidentali. In particolare, dal rifugio è possibile ammirare da vicino: Garde de Bordon (3310 m), Pigne de la Lé (3396 m), Grand Cornier (3961 m), Dente Blanche (4356 m), Pointe de Zinal (3790 m), Mont Durand (3712 m), Obergabelhorn (4062 m), Trifthorn (3728 m) e Zinalrothorn (4221 m); a cui mancherebbe per completare la Corona le cime di Schalihorn (3974 m), Weisshorn (4505 m) Bishorn (4153 m) e Les Diablons (3609 m) che sono disposte più a sinistra della valle.

Ovunque è possibile vedere piccoli e spessi ghiacciai pensili che sembra incredibile riescano a rimanere audacemente abbarbicati alla roccia; ogni tanto comunque qualche pezzetto si stacca ed il ghiaccio si muove facendo risuonare nell’aria scrocchi e fragori che fungono da monito a chi sottovaluta la loro pericolosità. Un elicottero si avvicina a questi fronti ghiacciati e ci aiuta a metterne a fuoco le dimensioni effettive poiché questo è grande quanto un moscerino se paragonato allo spessore del ghiaccio.

Insomma, un’avventura spettacolare!

L’unico rammarico è quello di non essere riusciti a vedere stambecchi e camosci che pullulano nella zona, come ci hanno riferito le persone del posto… O di scorgere le marmotte che, dai caratteristici fischi che abbiamo sentito, hanno colonizzato i pendii erbosi prima del rifugio.

Chissà che voi non siate più fortunati di noi…

Quindi, zaino in spalla, macchinetta fotografica al collo e via!

CABANE DU GRAND MOUNTET ultima modifica: 2016-02-21T18:34:04+00:00 da Amos e Elison

2 pensieri su “CABANE DU GRAND MOUNTET

  1. Meraviglioso ….. mi ricorda la mia gioventù quando abbiamo passato la notte prima della “Cesta dei 4 asini” ….. ma in veritá asini sono coloro che non vanno su quelle cime di brivido e amore infinito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *