Pubblicato il Pubblicato in Austria, Escursioni (faticose)

BRANDENBURGER HAUS

Un iceberg di roccia nel vasto ghiacciaio.

Arroccato in uno sperone di roccia, contornato dalle cime più belle delle Alpi e avvolto nel silenzio, vi è un rifugio che pochi possono raggiungere ma la cui fama non ha eguali tra gli alpinisti: Brandenburger Haus.

Una distesa di ghiaccio che si trasforma in puro diamante non appena viene lambita dal raggio del sole, un luogo da dove si può ammirare il tramonto più suggestivo che si possa immaginare, tante più stelle di quante se ne possano contare e l’aurora più rosa che si possa sognare…

Benvenuti nel più bel rifugio d’Austria!

 

ATTENZIONE

ESCURSIONE IMPEGNATIVA DI TIPO EEA.

NECESSARIA ATTREZZATURA PER L’ATTRAVERSAMENTO SU GHIACCIAIO ED ESPERIENZA ALPINISTICA.

IN CASO CONTRARIO È POSSIBILE FARSI ACCOMPAGNARE DA UNA GUIDA ALPINA.

 

Il nostro consiglio:
Guida alpina Robert Ciatti.
Tel. +39 0473 64 16 67
Sito: guide alpine val Passiria

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Ötztaler Alpen

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA: OpenStreetMap BrandenburgerHaus

PARTENZA: Vent, RofenHof

ARRIVO: Brandenburger Haus

ALTITUDINE PARTENZA: 2014m

ALTITUDINE ARRIVO: 3274m

ALTITUDINE MASSIMA: 3397m (quota del Dahmann Spizte da dove vedere il tramonto)

DISLIVELLO IN SALITA: 1400m

LUNGHEZZA PERCORSO: 13 km

TEMPI DI PERCORRENZA: 6 ore

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Kompass 042 Inneres Ötztal

CIME PRINCIPALI:
Palla Bianca – Weiβkugel, 3739m
Wildspitze, 3774m
Hinterer Brochkogel, 3628m
Hochvernagtspitze, 3535m
Fluchtkogel, 3497m
Hintere Hintereisspitze, 3485m
Punta di Finale – Finailspitze, 3514m
Similaun, 3599m
Cime nere – Hint. Schwärze, 3624m

PUNTI DI RISTORO: Hochjochhospiz 2412m; Brandenburger Haus 3274m; Rofenhof 2011m

LINK RIFUGIO: BrandenburgerHausHochjochhospiz

NUMERO DI TELEFONO RIFUGIO:
Brandenburger Haus: (+43) 720 920 304
Hochjochhospiz: (+43) 720 920311

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Abbigliamento d’alta montagna con attrezzatura per attraversamento su ghiacciaio: necessari ramponi, corde, imbragatura. È essenziale essere equipaggiati per proteggersi dal freddo che a queste quote può essere pungente anche in estate. Quindi mettere nello zaino capi pesanti, giacca a vento, berretto, guanti. Indispensabili gli occhiali da sole per proteggersi dal riverbero della neve e la crema solare (a queste altezze gli UV non scherzano). Portare i sacchi lenzuolo per dormire in rifugio. Consigliato avere con sé un thermos con qualcosa di caldo, che potrete poi riempire nuovamente al rifugio.

PERIODO RACCOMANDATO: Metà luglio – inizio settembre

 

Link galleria immagini – primo giorno

Descrizione percorso

7-8 agosto

Ci sono delle escursioni che restano impresse nel cuore… E questo già lo sai ancor prima di programmarle, solo sognando di percorrere quei tragitti. Così è stato per il Brandenburger Haus.

Certi della sua magia, abbiamo inserito il numero del sentiero nel nostro logo quando ancora non accarezzavamo concretamente l’ipotesi di avventurarci fin lassù…

Questo è il racconto di un sogno che si avvera.

 
PRIMO GIORNO

È mattino presto quando il 7 agosto lasciamo l’hotel per dirigerci all’appuntamento con la nostra guida, Robert Ciatti. Insieme proseguiamo poi verso l’Austria, direzione Vent.

Per chi alloggia al rifugio è possibile partire, anziché dal centro abitato di Vent, dai masi Rofen, noti per essere i più alti masi del Tirolo abitati tutto l’anno. I verdi e lussureggianti prati che li circondano sono dovuti alla tradizione, qui profondamente radicata, della pastorizia che permette quella particolare cura riscontrabile nei campi da sfalcio.

Iniziamo il percorso addentrandoci nella lunga valle, dapprima tramite una mulattiera e poi con un sentiero che ci porterà fino al rifugio Hochjochhospiz, prima meta del nostro itinerario. Sulla sinistra ci accompagna il costante rumoreggiare dell’impetuoso torrente, scavatosi un profondo orrido nel fondo della vallata. In questa prima parte, il sentiero sale con pendenze molto lievi attraversando numerosi torrenti alimentati dallo scioglimento delle nevi dei vasti ghiacciai.

Il caseggiato dell’Hochjochhospiz compare sulla nostra visuale e, con una salita appena più accentuata, arriviamo presso il rifugio. Davanti a noi la valle si divide in due: in sinistra il solco che conduce al rifugio Bellavista e all’Hochjochferner, mentre a destra la valle che continua fino alla Palla Bianca di cui già si intravede la cima dietro il tetto del rifugio.

Dopo la breve sosta riprendiamo il sentiero che prosegue oltre l’Hochjochhospiz, da questo punto la salita si fa ripida: ogni manciata di passi ci fa guadagnare quota e panorama verso la Palla Bianca e l’Hintereisferner. Sotto di noi il caseggiato del rifugio si allontana progressivamente fino a scomparire.

Raggiunta l’altitudine di circa 2650m incrociamo il sentiero proveniente da destra che arriva dal rifugio Vernagthütte (link escursione).

Continuiamo a salire ed in breve compare il fronte ghiacciato del Kesselwandferner che un tempo scendeva con una imponente cascata di ghiaccio, ma che ora si è notevolmente ritirato più in alto.

La traccia diventa quindi più impervia attraversando su pietraia il costone della montagna per dirigersi verso il Kesselwandferner da dove si scorge già la cresta di rocce in cui si trova abbarbicato il Brandenburger Haus.

A quota di circa 3000m il sentiero si butta sul ghiacciaio per un paio di chilometri e da qui diventa obbligatorio procedere in cordata, cosa prontamente predisposta dalla nostra guida.

L’incedere si fa ora più faticoso per l’abbondante neve fresca caduta due giorni prima ma ciò rende ancor più meraviglioso il panorama: tutto è di un immacolato candore!

Nonostante il crescente entusiasmo, la salita dal ghiacciaio allo sperone di roccia è davvero pesante, ogni passo costa fatica ma la visuale riservataci è così mozzafiato da valerne la pena.

Finalmente qui, in questa silenziosa oasi immersa nel bianco deserto. Finalmente qui, nel più bel rifugio d’Austria.

Quasi ci dispiace quando la guida ci suggerisce di riposare un poco prima di cena, perdersi questo panorama sembra quasi un affronto alla bellezza del luogo. Ma il “forzato” recupero delle energie è indispensabile per godere appieno di un’ulteriore meraviglia: il tramonto sul ghiacciaio.

Terminata la cena, infatti, ci avventuriamo sulla cresta di roccia sopra al rifugio. Con gli ultimi raggi di sole che lambiscono la neve, percorriamo qualche centinaio di metri e giungiamo sulla cima, davanti a noi solo una distesa di ghiaccio… Il cielo si infuoca, regalandoci uno spettacolare tramonto mentre la neve si tinge di rosa. Completamente rapiti dallo spettacolo, rimaniamo a contemplare il cielo per più di un’ora. Ma il freddo della sera comincia a farsi sentire e così, illuminati dalla luce della luna, ritorniamo sui nostri passi.

Giusto il tempo di riscaldarci al rifugio, mentre cala la notte, e riprendiamo giacca e guanti. Neppure questa volta il Brandenburger Haus ci lascia delusi: forse per la mancanza di nubi, forse per l’assenza dell’inquinamento luminoso che inevitabilmente offusca i nostri cieli o forse per la combinazione di entrambi, ma mai in vita nostra abbiamo potuto ammirare così tante stelle come ora…

 
SECONDO GIORNO
INFORMAZIONI TECNICHE

LINK MAPPA: BrandenburgerHaus – Fluchtkogel ; Fluchtkogel – Rofenhof

PARTENZA: Brandenburger Haus

ARRIVO: Fluchtkogel

ALTITUDINE PARTENZA: 3274m

ALTITUDINE ARRIVO: 3497m

ALTITUDINE MASSIMA: 3497m

DISLIVELLO IN SALITA: 250m

LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno): 13km

TEMPI DI PERCORRENZA: 5 ½ ore

CIME PRINCIPALI:
Oltre a quelle già viste nella prima giornata, dalla cima del Fluchtkogel il panorama è ampissimo, non conosciamo tutti i nomi delle cime visibili, ne riportiamo solo alcune:
Ortles 3905m
Gran Zebrù 3851m
Monte Cevedale 3769m
Gruppo del Bernina
Cime dolomitiche

PUNTI DI RISTORO: Vernagthütte 2755m; Brandenburger Haus 3274m; Rofenhof 2011m

LINK RIFUGIO: Vernagthütte

 

Link galleria immagini – secondo giorno

Descrizione percorso

La sveglia suona di buon’ora, la debole luce che filtra dalla finestra annuncia quella che anche oggi si presenta come una giornata limpida e senza nuvole.

Intorpiditi dal freddo pungente dell’alta quota, aspettiamo nella terrazza panoramica che il sole sorga. I primi raggi regalano incredibili colori: una bizzarra e netta linea rossa si disegna nel cielo mentre le vette più alte vengono lambite dalla calda luce solare.

La magia si perde man mano che il sole si alza all’orizzonte ed i dolci colori dell’aurora lasciano il posto ai netti contrasti del nuovo giorno.

È il momento di lasciare questo incredibile rifugio in direzione della vicina cima Fluchtkogel a 3500m di quota.

Scendendo lo sperone di roccia notiamo alcune fioriture del ranuncolo dei ghiacciai, incredibile pianta pioniera che riesce a fiorire fino alle quote più alte. Giunti sul ghiaccio, indossiamo i ramponi e procediamo in cordata, pronti per questa nuova attraversata.

Robert ci conduce in sicurezza verso la vetta. Mentre ci allontaniamo dal Brandenburger Haus il panorama si allarga, esprimendo tutta la vastità e grandiosità del paesaggio: il minuscolo edificio del rifugio si perde in mezzo alla distesa ghiacciata…

Anche stavolta la pendenza, dapprima molto modesta, si fa più ripida mentre ci avviciniamo alla cima. Lasciamo sulla destra una piccola sella, dove devieremo al ritorno per il percorso della discesa. Da questo punto in poi la salita si fa alquanto inclinata, fortunatamente la neve fresca che copre il ghiaccio vivo ci rende tutto più facile.

Da lassù possiamo notare le vicine vette del Cevedale, del Gran Zebrù, dell’Ortles e quelle più lontane dei massicci del Bernina. Girando lo sguardo troviamo invece il Wildspitze, e sullo sfondo le cime delle Zillertaler, a Sud fa capolino qualche punta rocciosa delle Dolomiti. Una vista davvero eccezionale!

Difficile decidere di scendere, ma il tempo incalza e così ci avviamo per affrontare lo scosceso pendio.

Giunti alla sella del Guslarjoch abbandoniamo visivamente il Brandenburger Haus per scendere sull’altro versante, attraversando il ghiacciaio Guslarferner. La pendenza, inizialmente notevole, ci consente un rapido abbassamento di quota, per trovarci in breve sul confine del ghiacciaio. Affrontiamo gli ultimi passi sul ghiaccio vivo e, tolti i ramponi, procediamo sul sentiero affianco alla lingua, in direzione del Vernagthütte.

Una rapida sosta al rifugio e continuiamo la discesa fino ad incrociare il sentiero 919, qui prendiamo la direzione di sinistra per deviare, poco dopo, a destra sulla traccia numerata 920 che attraversando erbosi versanti ci avvicina all’abitato di Vent.

Sembra quasi impossibile, tra questi verdi pascoli e calde temperature estive, che fino a qualche ora fa eravamo circondati da un mare di ghiaccio! D’altronde l’incredibile varietà di panorami ed ecosistemi fa parte del fascino di queste montagne.

Il sentiero si ricollega appena prima dei masi Rofen al percorso dell’andata. Eccoci dunque, alla fine della nostra piccola spedizione. Con le gambe pesanti per la stanchezza, ma con il cuore leggero tipico di chi ha avverato un sogno e sa che i ricordi di quei giorni d’ora in poi si affacceranno a riscaldare i piovosi pomeriggi trascorsi lontani dalle montagne.

Un sentito ringraziamento alla nostra guida, Robert Ciatti, senza la quale questo sogno non si sarebbe realizzato: grazie per averci sapientemente guidato lungo il ghiacciaio, grazie per averci fatto da interprete con la lingua tedesca. Ma soprattutto grazie per gli insegnamenti e le risate lungo il cammino!

BRANDENBURGER HAUS ultima modifica: 2016-11-06T19:35:51+02:00 da Amos e Elison

2 pensieri su “BRANDENBURGER HAUS

  1. Beh Elison… per me vi siete proprio superati! Le foto sono sorprendenti e mi hanno fatto desiderare di seguire i vostri passi tra quelle vette!! E chissà che prima o poi non lo faccia davvero 🙂 che splendore!

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