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BIVACCO AI LOFF

Quando l’alta montagna scende a valle.

Posto in posizione dominante sulla selvaggia valle di Cison, il bivacco Ai Loff è forse la destinazione più nota tra quelle della zona. E se vi ritroverete a percorrere il suo sentiero, certamente ne capirete il motivo.

Immersi in questo paesaggio ameno, tra grigie rocce e specie floreali selvatiche, il bivacco vi sarà scordare, anche se solo per un istante, di trovarvi ancora nelle Prealpi grazie al suo scenario da alta montagna.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

ZONA: Veneto – Prealpi Trevigiane

COME ARRIVARE: Mappa auto

LINK MAPPA:
OpenStreetMap andata ; OpenStreetMap ritorno prima parte ; OpenStreetMap ritorno seconda parte

PARTENZA: Piazzale Peroz – Pisol

ARRIVO: Bivacco Ai Loff

ALTITUDINE PARTENZA: 510m

ALTITUDINE ARRIVO: 1134m

ALTITUDINE MASSIMA: 1134m

DISLIVELLO IN SALITA: 700m

LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno): 7 ½ km

TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 4

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: Cartine Zanetti 13 – Prealpi Trevigiane Centro

CIME PRINCIPALI:
Monte Schiaffet, 1117m
Cima Vallon Scuro, 1286m
Crodon del Gevero, 1254m
Cima Agnelezze, 1185m
Cima Campo – Croda Punta Mont, 972m

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:
Assolutamente consigliati gli scarponi, indispensabili a garantire un’adeguata sicurezza vista la ripidezza del sentiero che in alcuni punti obbliga a superare piccoli salti di roccia.
Parte del tragitto si trova relativamente esposto a valle su ripidi pendii, per questo motivo è necessario avere un passo sicuro dato dall’ausilio di bastoncini telescopici da trekking.
Il bivacco è soggetto ad improvvise nebbie o piovaschi che rendono utile aver con sé un impermeabile.

PERIODO RACCOMANDATO: Maggio – giugno / settembre – ottobre

 

Link galleria immagini

Descrizione percorso

15 maggio

Partiamo dal piazzale Peroz-Pisol, raggiungibile dal centro di Cison di Valmarino seguendo la strada che porta al piazzale degli alpini, fino a dove la carrabile termina in un piccolo parcheggio. Delle diverse tracce che arrivano fino al bivacco, scegliamo quella più a sinistra: il sentiero del Pisol.

In breve passiamo sotto l’omonima cascata e cominciamo ad inerpicarci per la scoscesa valletta sovrastante il salto d’acqua. Poco più avanti teniamo la destra, trascurando il sentiero che si dirige per la valle dell’Inferno.

Subito siamo pervasi dallo spirito d’avventura che questo percorso trasmette: i ripidi versanti delle montagne, i crinali boscosi che chiudono la valle e le innumerevoli fioriture che ci accompagneranno fino alla fine della camminata. Lungo il sentiero notiamo i profumatissimi fiori rosa della daphne cneorum e del cytisus purpureus, le macchie gialle della genista e il blu delle genziane di koch.

Lo stacco dalla “civiltà” è netto e qui la natura la si “sente” davvero. In più, la splendida giornata ci regala un’aria tersa che rende ancor più affascinanti i paesaggi.

Cerchiamo tuttavia di affrettare il passo per evitate il mal tempo previsto dal meteo per il pomeriggio, anche se in realtà risulta difficile a causa della ripidezza del sentiero che si manterrà così fino al bivacco. La faticosa salita viene però compensata dall’aumento veloce di quota e dalla vista sempre più ampia sulla valle.

Intorno alla quota di 860m incontriamo la deviazione verso sinistra per il sentiero che conduce all’arco di pietra, adesso ben visibile sul costone della montagna. Noi invece teniamo sempre la destra per il bivacco Ai Loff.

Ancora 200 metri di dislivello e sulla sinistra incrociamo anche la traccia proveniente dalla forcella Foran; il panorama spazia ormai su tutta la valle di Cison di Valmarino.

Proseguiamo ora su un sentiero a tratti più pianeggiante, camminando tra gli arbusti dei peri corvini e sostando di tanto in tanto per ammirare la vista dall’alto.

Quassù sono assai numerose le fioriture di orchidee di montagna e anche qualche narciso dei poeti ci fa regalo del suo profumo.

Purtroppo però la nebbia ci raggiunge, oscurandoci i panorami e avvolgendo di mistero i crinali ed alcune forcellette che superiamo.

Dentro un breve boschetto e ormai in dirittura d’arrivo, troviamo il sentiero dell’Asta che sale da sinistra. Dopo aver incrociato un’altra traccia che arriva dal confine bellunese, giriamo a destra per giungere davanti al bivacco Ai Loff, costruito interamente con sassi locali.

Ombreggiato da alcuni faggi, questo caratteristico ricovero gode di un meraviglioso panorama sulla valle e le colline di Rolle. Nelle giornate limpide lo sguardo può arrivare fino alla laguna. Non è purtroppo il nostro caso poiché oggi il grigiume delle nubi si sostituisce ai verdi scenari.

Non così frequentato fino a 10-15 anni fa, il bivacco Ai Loff è diventato nel tempo sempre più famoso grazie al suo bellissimo contesto ambientale, e anche per merito del meno faticoso percorso che arriva dal passo San Boldo.

Dopo una breve sosta, proseguiamo verso est lungo il tratto più panoramico del tragitto: attenzione a non mettere i piedi fuori dai cigli dello stretto sentiero, nascosti spesso dall’erba.

Superiamo un bivio, in cui teniamo la destra, e proseguiamo in direzione di malga Campo che non tarda a comparire più in basso con i suoi lussureggianti prati.

Ora qualche apertura tra le nubi allarga il campo visivo e, passato un portabandiera, la discesa per località Campo si fa più decisa. È possibile sia seguire i vari tornanti che consentono uno sviluppo de sentiero più dolce oppure tagliare per il sentiero più diretto, indicato per il passo Scaletta, che segue la linea di massima pendenza.

Arrivati al passo cominciamo la alquanto ripida discesa (come indica il nome) per la Scaletta, che affronta il versante con una stretta serpentina. Il paesaggio da qui è selvaggio, puro ed impervio, con la parete di Punta Mont che cade a picco sul sentiero ed i crinali boscosi che salgono sempre più scoscesi fino alle sommità.

Alcuni cartelli invitano a non percorrere questo sentiero con piogge abbondanti o subito dopo forti precipitazioni; in effetti in questo punto il territorio molto ripido e parte del percorso che segue la linea di impluvio, diventano pericolosi a causa di caduta massi, smottamenti o improvvise piene d’acqua.

Lasciata sulla sinistra una traccia (sentiero Malvidai) e oltrepassato un canalone, il percorso si fa via via meno ripido e più agevole. Sulla sinistra si diramano alcuni sentieri che giungono fino al bosco delle Penne Mozze, noi invece seguiamo quello principale segnato con i classici segni bianco-rossi.

Verso quota 550m incrociamo il sentiero Costa del Vent che parte sulla destra per ricollegarsi poi con quello dell’Asta, noi teniamo la sinistra su un sentiero ormai quasi in piano che ci riporta al piazzale del parcheggio.

Concludiamo con la promessa di proporre a breve altri interessanti itinerari su queste magnifiche montagne!

BIVACCO AI LOFF ultima modifica: 2016-06-05T21:57:55+02:00 da Amos e Elison

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