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ACONITUM NAPELLUS

E il cane divincolandosi infuriato, riempì il cielo

di tre latrati in una volta sola

e i verdi campi spruzzò di bianchiccia bava.

Questa, si pensa, coagulò trovando alimento nel suolo fertile e fecondo,

ed erba divenne capace di avvelenare;

un’erba che nasce e resiste sulla dura pietra,

chiamata perciò aconito dai contadini

(Ovidio, Metamorfosi, VII, 404-419)

Nome italiano: Aconito

 

IN BREVE

Pianta erbacea perenne

FAMIGLIA: Ranunculaceae

ASPETTO: Erbacea eretta

ALTEZZA: 50-150cm

FIORI: Blu in spighe

PERIODO FIORITURA: Luglio-settembre

FOGLIE: Pamatosette, sono larghe circa 10 cm e strettamente divise

HABITAT: Alpeggi, prati, pascoli

Curiosità

Il nome del genere aconitum deriva dal greco akòniton, cioè pianta velenosa. I greci, infatti, ben conoscevano l’elevata velenosità di questa pianta che usavano come veleno giudiziario.

Due sono le possibili radici attribuite al nome: la prima sostiene che il termine derivi da akòne, cioè pietra, mentre la seconda da koné, che significa uccidere.

Ovidio scrive che i semi di aconito sono contenuti nella bava velenosa di Cerbero, il cane a tre teste a guardia dell’entrata dell’Ade. Dalla saliva di Cerbero si sarebbero quindi originate le piante di aconito.

Secondo un altro mito, però, l’aconito sarebbe nato dal sangue fuoriuscito dal fegato di Prometeo, che ogni giorno viene mangiato da un aquila. La pianta sarebbe il simbolo del suo rimorso per la disobbedienza verso gli dei.

Estratti di aconito venivano usati nelle epoche passate per avvelenare le armi (spade e frecce), in particolare questa operazione era comune ai Galli ed ai Germani.

Da sempre, come la maggior parte delle specie molto velenose, l’aconito gode di cattiva fama e già nel Medioevo era ritenuto la pianta del diavolo. Si racconta che venisse usata da streghe e maghi per rendersi invisibili, riuscire a volare e preparare pozioni mortali.

Le fioriture dell’aconitum spiccano sui prati adibiti a pascolo, in quanto, vista la sua velenosità, vengono accuratamente evitati dal bestiame.

L’elevata tossicità delle pianta che può portare fino alla morte, ne fa una delle specie più velenose della flora italiana. Il principio attivo a cui la pianta deve la sua pericolosità è la aconitina, un alcaloide presente in tutte le parti della pianta ed in particolare nelle radici (dieci volte più letali delle foglie). Basti pensare che sono sufficienti 4-5 grammi di tubero per provocare la morte dell’uomo.

Il solo contatto esterno con la pelle può procurare irritazioni e intossicazioni per assorbimento cutaneo del veleno, attenzione quindi tenere in mano mazzetti di fiori di aconitum. Persino il miele di aconitum napellus sembra risulti tossico.

L’avvelenamento da aconitina causa, anche in piccole quantità: gonfiore della lingua, senso di angoscia, perdita di sensibilità, rallentamento della respirazione, formicolio al viso, sensazione che la pelle del viso si ritiri, tremori, vertigini, sonnolenza, ipotermia, alterazione della vista e dell’udito, vomito e aritmie fino all’arresto cardiaco. L’intossicazione determina la paralisi dei nervi motori, sensitivi e secretori. I sintomi compaiono molto velocemente, i più leggeri già dopo qualche minuto dall’assunzione, quelli più gravi dopo circa 30 minuti.

Descrizione

Pianta erbacea perenne eretta, alta fino a 150 cm. Presenta fiori azzurro violacei riuniti in dense spighe, i sepali hanno una caratteristica forma ad elmetto. Le foglie di circa 10 cm sono profondamente divise in stretti segmenti. Il frutto è composto di solito da 3 follicoli lunghi circa 2 cm, contenenti numerosi semi di colore nero lucente.

Origine

Pianta originaria delle zone montane dell’Europa.

Diffusione

Presente in tutte le aree montuose dell’Europa, si trova in quasi tutto l’arco alpino.

Habitat

Prati e pascoli, in particolar modo predilige gli alpeggi concimati dal bestiame. Lo si trova dai 500 ai 2500 m di quota. Cresce bene sia sui terreni silicei che su quelli calcarei.

Uso culinario e terapeutico

ATTENZIONE: PIANTA MORTALE!

Nonostante l’elevata velenosità, l’aconitum viene usato in omeopatia in dosi piccolissime. Possiede infatti, usato nelle giuste dosi, marcate proprietà antinevralgiche, sedative e analgesiche. Viene utilizzato anche in caso di attacchi di panico, stati di shock, mal di gola, mal di orecchio.

In Estremo Oriente, l’aconito rappresenta una delle cause più frequenti di avvelenamento umano da piante, a ragione del suo uso nella medicina tradizionale cinese.

Specie simili

Esistono numerose sotto specie in quanto si tratta di una pianta molto variabile, che spesso si ibrida naturalmente. Aconitum napellus raccoglie in realtà diverse forme della specie, poco diverse fra loro, che presentano comunque caratteri di base omogenei.

L’aconitum screziato si differenzia per la spiga meno densa ma più ramificata e per il colore del fiore leggermente sfumato. Predilige inoltre luoghi più umidi e ombrosi.

ACONITUM NAPELLUS ultima modifica: 2016-05-12T23:41:53+02:00 da Amos e Elison

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